Stadio Roma, nove arresti tra cui Parnasi e Lanzalone. Raggi: “Chi ha sbagliato pagherà”

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione, come abuso di ufficio e falso in atto pubblico. Sono queste le accuse mosse dalla procura di Roma e dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, nei confronti di nove persone, tra imprenditori e politici, arrestate stamani nell’ambito del progetto per la costruzione del nuovo stadio della Roma calcio.

In carcere sono finiti: Luca Parnasi, l’imprenditore a capo del progetto dello stadio in qualità di proprietario della società che lo sta realizzando, la Eurnova, e cinque suoi collaboratori, Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone e Gianluca Mangosi

Gli altri tre arrestati sono invece ai domiciliari e sono: Luca Lanzalone, presidente di Acea e consulente M5S per lo stadio, Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio regionale di Forza Italia, Pier Michele Civita, ex assessore regionale del PD.

Il ruolo svolto da Lanzalone è quello di portare avanti, in qualità di consulente per il Movimento 5 Stelle, una mediazione tra l’amministrazione comunale e la società di Parnasi che acquistò i terreni dell’ippodromo Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura calcistica. Tale mediazione aveva portato ad una sostanziale modifica del progetto iniziale basata sulla riduzione delle cubature degli immobili “extra stadio” e l’eliminazione delle due torri che sarebbero dovute sorgere all’esterno dell’impianto.

Tra gli indagati, che sono 27, figura anche il nome del capogruppo M5S al Campidoglio, Paolo Ferrara il quale, nei primi mesi del 2017 aveva partecipato alla trattativa con il gruppo Parnasi per la modifica della prima stesura del progetto.

La sindaca di Roma Virginia Raggi per il momento non si sbilancia: “Aspettiamo di leggere le carte, sappiamo che alle 12 c’è una conferenza stampa della procura e al momento non esprimiamo alcun giudizio” e promette che “chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità”. Interrogata sul destino del progetto-stadio la sindaca risponde: “Se è tutto regolare, spero che il progetto possa andare avanti”.

Tuttavia filtra pessimismo per quanto riguarda la prosecuzione dell’iter. Proprio ieri era scaduto il termine per presentare le osservazioni al progetto e si era fissata la scadenza per le controdeduzioni che sarebbero durate 30 giorni. A metà luglio sarebbe prevista la delibera con il progetto modificato da inviare alla Regione Lazio per l’ok definitivo. Gli arresti di stamani e le indagini in corso potrebbero verosimilmente portare a uno stop, momentaneo o totale, del piano per la costruzione dell’impianto.

Riccardo Ricci