Grazie ad un tweet cade uno storico tabù, le donne saudite potranno guidare

“Basta discuterne, è arrivato il momento per le donne di guidare” twittava il miliardario filantropo  Alwaleed bin Talal il 30 novembre del 2016. 

E’ stato forse questo intervento ad ispirare Mohamed bin Salman, alla guida del progetto modernizzatore “Vision 20130 “. Dopo oltre cinquant’anni di umiliazioni e battaglie, la revoca del divieto entrerà ufficialmente in vigore il 24 giugno. Le prime dieci donne nella storia del Paese arabo hanno già ricevuto la patente di guida.

La notizia ha fatto il giro del mondo e il video di una donna che prende la patente da un poliziotto saudita ha ricevuto milioni di visualizzazioni in poche ore. Talal ha sicuramente messo il Paese di fronte ad una realtà concreta: tenere le donne lontane dal volante è, in primo luogo, un danno per l’economia perchè comporta uno spreco di tempo, denaro e forza lavoro.La singolare uscita pubblica del filantropo non stupisce più di tanto se si considera il suo datato schieramento per un avanzamento delle donne nella società. Presiede la Kingdom Holding Co, società quotata per 18 miliardi di dollari in borsa nel 2013, con investimenti in diversi settori, dalla tecnologia all’immobiliare, fino all’agricoltura e al petrolchimico. E’ il maggiore azionista del gigante bancario americano Citigroup e possiede il Four Seasons Hotel George V a Parigi e parte del Plaza.

Secondo Alwaleed, “oltre a riguardare i diritti, è un tema economico, sociale e di sviluppo”. Infatti le statistiche indicano che sono quasi  1,6 milioni le donne saudite che lavorano. L’impossibilità di giungere sul posto di lavoro con un proprio mezzo, costringendole invece ad affidarsi a trasporti pubblici, taxi o autisti stranieri, pone seri problemi allo sviluppo economico del Paese. Anche per problemi di salute, i parenti maschi sono costretti a dover prendere un permesso dal lavoro per accompagnare mogli e figli. “Questa situazione- conclude  il principe – ha un costo per l’economia nazionale, minando la produttività della forza lavoro”.

Da ora in avanti le donne non avranno più bisogno di un “guardiano” ma potranno muoversi autonomamente. E’ il segno di una rivoluzione storica che investe anche la vita sociale, il costume e l’economia, è un nuovo passo verso l’uguaglianza e la parità di diritti. Si dissolve così, anche nell’ultimo paese dove era vigente, l’incredibile divieto, simbolo di oppressione nei confronti delle donne.