Merkel: “Speriamo in un governo italiano stabile e pro-Ue”

Alla luce delle vicende politiche delle scorse ventiquattro ore, che hanno interessato in primis il presidente della Repubblica Mattarella ed il futuro governo d’Italia, si è espressa dalla Germania la cancelliera Angela Merkel.
Risale a venticinque anni fa il trattato di Maastricht, atto fondativo dell’Unione Europea e documento essenziale ai fini di definizione dei vincoli politici ed economici di adesione all’UE. Una storia a cui si appella la Merkel e da cui non prescinde neppure Mattarella, che avrebbe ostacolato il governo del cambiamento respingendo il prescelto ministro dell’Economia Savona, reputato “anti euro” e ostile alle dinamiche imposte dall’Unione. Intervenuta a sostegno delle recenti scelte sul futuro italiano, la cancelliera tedesca afferma: “L’Italia è un partner importante per la Germania, nelle relazioni politiche bilaterali ma anche al livello di cittadini. Il nostro rispetto per la democrazia italiana e per le sue istituzioni democratiche ci impone adesso di aspettare quale governo reggerà il Paese e con quali idee si rivolgerà a noi e ai partner europei”. Continua: “Il governo tedesco è sempre pronto a lavorare bene e in modo stretto con il governo italiano. Vogliamo una collaborazione che tenga conto dei principi di eurozona, pertanto speriamo che l’Italia stessa si proietti verso un governo stabile e pro-Europa”

Un momento di stallo ed incertezze che genera scalpore e delusione nella popolazione tutta. Dopo l’attesa di quasi tre mesi dall’elezione del 4 marzo 2018, il risultato non è altro che una nube democratica, frutto di impreparazione ed inorganicità, a cui Mattarella ha risposto con incisività e prontezza. Nel momento in cui il rebus Di Maio-Salvini sembrava risolto sotto il nome di Giuseppe Conte, il presidente della Repubblica ha opposto lo scoglio che ha indotto alla rinuncia del futuro premier.
Le reazioni, politiche e cittadine, oscillerebbero ancora oggi in quella che è divenuta una caccia all’uomo fatta di condanne ed indignazione sul web, scarna però di conoscenza e Costituzione.