Riparte l’Opera Festival Verona con la nuova direttrice artistica Gasdia

Dopo i problemi degli scorsi anni,  un commissariamento durato 24 mesi e un piano di risanamento in atto,l’Opera Festival all’Arena di Verona riparte dal nuovo sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia.

La 96/a edizione della manifestazione è programmata a pratire dal 22 giugno al 1 settembre, per 47 serate, in quello che è considerato il teatro lirico all’aperto più grande del mondo. In cartellone importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e astri nascenti animeranno l’estate nell’anfiteatro romano. Si parte con una nuova produzione della Carmen di Georges Bizet, seguita da altre opere simbolo: Aida di Giuseppe Verdi, Turandot do Giacomo Puccini, Nabucco di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.Il programma è arricchito da due serate evento, che ormai non possono mancare all’appello: l’appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends, il 25 luglio, e Verdi Opera night, il 26 agosto, dedicata al compositore di Busseto con una parate di stelle.

Il direttore artistico Gasdia, che proprio all’Arena iniziò la sua carriera da soprano dichiara: “Ogni anno l’Arena di Verona si impegna a realizzare spettacoli sempre più unici e ricercati, e i cast ingaggiati quest’anno saranno il fiore all’occhiello dell’eccellenza areniana. Ho voluto grandi artisti accanto a giovani talenti da valorizzare. L’Arena storicamente ha dato origine ad innumerevoli grandi carriere ed io intendo riprendere e rafforzare questa tradizione, così che il nostro Teatro possa essere una vera e propria fucina di nuove voci. E molti, circa il 30% degli artisti, canteranno per la prima volta in Arena. Il decano della stagione ha 76 anni, la mascotte 21. Stiamo cercando di ricompattare la città attorno al teatro”.

Gasdia ha anche sottolineato come tutti gli artisti abbiano accettato tagli al loro cachet nell’ottica di risanamento dei conti. Il sindaco di Verona e presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina, ha aggiunto  “Lirica ed extra lirica devono essere un valore aggiunto l’uno per l’altro, due anime della Fondazione, che concorrono allo stesso obiettivo: fare dell’Arena il tempio per eccellenza della lirica e della musica a livello mondiale. Il teatro è il nostro gioiello e dobbiamo alzare sempre di più l’asticella della qualità per fare in modo che la gente venga qui”.

Carmen, sarà in scena per 13 serate nel nuovo allestimento firmato dal regista argentino Hugo de Ana e ambientata negli anni Trenta del Novecento, “in un’Arena nell’Arena”, e diretta da Francesco Ivan Ciampa. Una lettura che non prescinde dall’eredità lasciata dalla memorabile produzione di Franco Zeffirelli del 1995. Nel ruolo dell’eroina spagnola si alterneranno Anna Goryachova e Carmen Topciu.

Il 23 giugno, per 16 date, sarà la volta dell’opera simbolo della stagione estiva: Aida, nella messa in scena ideata da Zeffirelli nel 2002 e con il ritorno delle coreografie originali di Vladimir Vasiliev. Sul podio, Jordi Bernacer, Daniel Oren e Andrea Battistoni, con Anna Pirozzi, Kristin Lewis, Maria Josè Siri, Susanna Branchini e Hui He nei panni della protagonista. Nel ruolo di Radames si daranno il cambio Yusif Eyvazov, Marco Berti, Carlo Ventre, Gregory Kunde e Walter Fraccaro.

Dal 30 giugno, per 5 repliche, si aggiunge Turandot, sempre nella produzione di Zeffirelli (del 2000). Direttori Daniel Oren e Francesco Ivan Ciampa, protagoniste Anna Pirozzi e Rebeka Lokar, accanto a Gregory Kunde e Murat Karahan. Sei appuntamenti per il Nabucco con la direzione di Jordi Bernacer e i baritoni Amartuvshin Enkhbat e Luca Salsi.

E nell’anno dei 150 anni dalla scomparsa di Rossini, non poteva mancare Il Barbiere di Siviglia, dal 4 agosto (5 repliche). Daniel Oren e Andrea Battistoni guideranno Leo Nucci, in alternanza con Mario Cassi, nel ruolo di Figaro. “Dall’84 non ho mancato un anno – ha detto il direttore Daniel Oren -. Anche se qualcuno mi voleva fuori. E in questi anni non tutti i sindaci hanno amato l’Arena: abbiamo avuto paura per il suo futuro, sembrava che volessero cancellarla. Ma ora siamo fiduciosi”.

Non manca che aggiungere “buona visione!”