Istat: Italia secondo paese più anziano al mondo

Le ultime rilevazioni statistiche non sono pienamente positive. L’intero rapporto è stato presentato mercoledì mattina alla Camera dei deputati dal presidente dell’Istat Giorgio Alleva. Dal 1 gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni di residenti, con un’incidenza degli stranieri dell’8,4% (pari a 5,6 milioni). Rimane positivo il saldo migratorio: nel 2017 in Italia si registrano 184.000 stranieri in più. Ma in totale siamo di meno, e siamo anche più vecchi. L’Italia è, dopo il Giappone, il secondo Paese più vecchio al mondo, con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani. Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione: nel 2017 ne sono state stimate 464.000, il 2% in meno rispetto all’anno precedente, nuovo minimo storico. Nel 2016 la nascita del primo figlio si verificava verso i 31 anni, età in continuo aumento dal 1980 quando era di 26 anni.

Immigrazione ed emigrazione non tendono ad arrestarsi. Nel 2017 si stimano circa 153.000 cancellazioni anagrafiche per l’estero, dato in crescita dal 2007 ma in leggero calo rispetto al 2016 (meno 2,6%). Gli italiani si spostano principalmente verso il Regno Unito, la Germania, la Svizzera e la Francia. I laureati che scelgono di partire aumentano sempre di più: sono 25.000 nel 2016 contro i 19.000 del 2013. Ma è in crescita anche il numero di cittadini stranieri che diventano italiani: nel 2016 sono oltre 201.000 le acquisizioni di cittadinanza e si stima che nel 2017 superino le 224.000.

La speranza di vita ha raggiunto nel 2017 gli 80,6 anni per gli uomini e gli 84,9 anni per le donne., il 2% in meno rispetto all’anno precedente e nuovo minimo storico. L’Istat non dimentica però i punti di forza del nostro Paese. Le amicizie, il tempo libero passato insieme, l’aiuto delle persone vicine sono ancora un elemento essenziale. ll 78,7% delle persone di 18 anni e oltre dichiara di poter fare affidamento almeno su un parente, un amico o un vicino.

Flavio Sabbatini