Morti bianche in aumento: l’Italia e la sicurezza sul lavoro

Dall’inizio dell’anno i numeri relativi agli infortuni mortali sul lavoro contano 259 vittime, 259 morti bianche. Facendo un veloce calcolo, il risultato è spaventoso: si parla di circa due morti al giorno in tutti i tipi di settore. Mancanza di controlli? Scarsa manutenzione?

259 vittime, escludendo da questo già preoccupante bilancio tutte le persone che hanno subito incidenti più o meno gravi che, fortunatamente, non si sono rivelati mortali. Ma è possibile ritenere questo una “fortuna”? è possibile uscire di casa la mattina e sperare di rientrare dalla propria famiglia a sera?

Ieri, 13 maggio 2018, altro tragico incidente alle Acciaierie Venete della riviera Francia, nella zona industriale di Padova in cui sono rimasti coinvolti quattro operai. Martin Bratu, Sergio Todita, Simone Vivian e Davide Natale sono stati colpiti da una colata incandescente di acciaio fuso. Secondo una prima ricostruzione diffusa dal sindacato metalmeccanici Fiom si è trattato di un cedimento strutturale del recipiente che, al momento del crollo, conteneva 100 tonnellate di acciaio fuso. Caduto il recipiente, il suo contenuto si è sparso sul suolo investendo due degli operai e schizzato a più metri di distanza su altri due. I più gravi sono stati immediatamente trasferiti in eliambulanza nei centri ospedalieri ‘grandi ustionati’ di Padova e Cesena, un terzo presenta ustioni sul 70 percento del corpo e ricoverato a Verona. Quarto operaio, meno grave rispetto agli altri, è stato invece portato all’ospedale Sant’Antonio di Padova e dimesso la sera stessa. Oggi 14 maggio, le condizioni dei tre operai si sono stabilizzate, rimangono comunque molto preoccupanti per le ustioni.

Il commento riportato da Nicola Frotoianni, segretario della Sinistra Italiana, è durissimo “si tratta di guerra civile in corso in Italia,con vittime quei lavoratori, quei precari, che ogni giorno perdono la vita o vengono gravemente menomati sul posto di lavoro”.

Oggi è stato indetto sciopero dalla Fiom Cgil per l’acciaieria che ieri è stata il palco della tragedia, tragedia considerata la terza più grave dall’inizio dell’anno. Durante la giornata, l’ANSA ha rilasciato l’intervista di Gianni Gallo, scampato alla tragedia, che ha soccorso due degli operai gravemente coinvolti. Così racconta l’operaio “non dimenticherò mai come li ho visti –riferendosi a Todita e Bratu – sembravano fusi. Il calore tremendo gli aveva lasciato addosso solo le scarpe e brandelli di pantaloni […] un boato fortissimo e fuoco dappertutto”.

Nel pomeriggio, altro incidente mortale, a La Spezia. La notizia è di poche ore fa: un operaio croato di 56 anni è rimasto ucciso da una grande lastra di metallo, mentre lavorava insieme ai colleghi all’ampliamento di una banchina. Sul posto si sono immediatamente presentati Carabinieri, Vigili del fuoco e ispettori della Asl. Probabilmente la lastra che ha schiacciato l’uomo potrebbe essersi sganciata dalla gru che la sorreggeva.

Situazione tragica quella che vive l’Italia, nei confronti della morti bianche e degli infortuni sul lavoro.

Quanti morti e feriti bisognerà contare ancora, prima di rendere il lavoro sicuro in qualsiasi campo e settore?