“Davide”, Gemitaiz è il re della classifica

Tre settimane dall’uscita dell’album “Davide” del rapper Gemitaiz e la situazione resta invariata: è ancora lui il re della classifica italiana degli album più venduti, seguito da “20” di Capo Plaza e “Rockstar” di Sfera Ebbasta.

La spiegazione al mantenimento della vetta da parte di “Davide” sta nel concept dell’album e nella varietà di generi e sonorità contenuti nell’album, il che ha permesso di attirare pubblico vario proveniente da ogni sottogenere del mondo rap. L’album si apre con la traccia/intro “Paradise Lost”, una rivisitazione del rap classico adattato a sonorità più fresche ed attuali. Si passa successivamente al primo dei tre singoli rilasciati finora, “Fuori”, traccia critica e al tempo stesso introspettiva nella quale Gemitaiz sottolinea il suo punto di vista nei confronti di alcuni rapper/trapper che a suo parere non mettono l’impegno necessario nella loro musica. Il secondo singolo rilasciato è “Oro e Argento” che ha una base e un flow molto fresh, ma se analizzata parla della necessità del rapper e dei suoi amici di assumere droghe per dimenticare il loro buio passato. Il terzo singolo e primo feat importante è quello con Guè Pequeno in “Tanta Roba Anthem”, pezzo con sonorità trap ma che mantiene metriche appartenenti al rap. Il secondo feat che troviamo nell’album è quello presente in “Keanu Reeves”, traccia dalle melodie tra il reggaeton e la nuova ondata di samba-trap portata in Italia dallo stesso Achille Lauro coprotagonista della canzone. La sesta traccia, “Un giro con noi”, è molto leggera nella quale viene raccontata in parte la vita di strada vissuta dal rapper. “Pezzo trap” con Fabri Fibra è il terzo feat dell’album nel quale viene trasmesso un messaggio polemico e palesemente satirico nei confronti della scena trap italiana, caratterizzata dalle sonorità simili tra loro e gli eccessi di ogni tipo. La traccia che da il titolo all’album è “Davide”, che regala una visione introspettiva dell’artista, tutto ciò impreziosito dalla partecipazione di Coez che interpreta un ritornello degno dell’importanza della canzone. A seguire troviamo “Chiamate perse”, pezzo più cantato che rappato nel quale non troviamo un testo particolarmente impegnato, ma che punta decisamente sulla sua orecchiabilità, da definire quindi come una traccia di facile ascolto. L’immancabile appuntamento con Madman negli album di Gemitaiz non arriva prima della decima traccia, quella tecnicamente più complessa, con extrabeat su extrabeat e punchline tipiche del duo. Le grandi emozioni arrivano però con “Diverso”, con Gemitaiz che si mette a nudo e scrive quasi una dedica a se stesso e ai suoi ascoltatori. A dare respiro all’album troviamo “Questa qua” che, come nel caso di “Un giro con noi”, è una traccia orecchiabile ma che non contiene un significato poi così profondo, in ogni caso è necessaria per spezzare il ritmo dell’album e non renderlo troppo pesante. L’ultimo feat dell’album è riservato a Priestiess, anche lei in Tanta Roba Label; pezzo caratterizzato da un beat e una produzione che si sposa perfettamente con le voci e il flow dei due artisti. La traccia n. 12 è “Lo sai che ci penso”, canzone che viaggia tra un amore tormentato e la difficoltà dell’artista di esprimere i suoi sentimenti, tra ansie varie e preoccupazioni. A chiudere l’album troviamo un titolo esplicativo: “Buonanotte”;  è la

traccia outro che potrebbe essere una hit per la base, il ritmo swing ed anche il cantato, perfetto per il beat, che crea un mood tipico dei film noir.

Nient’altro da dire sull’album ancora primo in classifica, se non che si sente un’orientamento verso il cantato di Gemitaiz, causat

o probabilmente dall’ondata indie che sta attraversando il panorama italiano. Se il risultato delle varie sperimentazioni è questo non resta altro che aspettare nuovi lavori dell’artista italiano attualmente in cima alla classifica.