Padri in allarme, corsa al test del Dna

Sono in aumento le vendite online dei kit genetici per effettuare analisi anche a casa, lo scopo è controllare se si è veramente papà. Negli ultimi 3 anni, è stata riscontrata una percentuale di crescita degli acquisti del 30 per cento. Una moda che viene dall’America, dove è già diventata un’ossessione, e sembra diffondersi sempre più velocemente nel resto del mondo. Si stima infatti che, nel 2022, il mercato destinato al consumatore supererà il 340 milioni di dollari.

Di tali tamponi ‘fai da te’ ne abbiamo diversi tipi, e vengono utilizzati non solo come comprova della paternità, ma anche per altre ragioni. Abbiamo ad esempio MyHeritage Dna che consente di determinare importanti informazioni sulla storia familiare e sulle origini etniche, si può scoprire il proprio albero genealogico, ricostruendone le radici. Non solo, MyHeritage Dna, può segnalare, confrontando i dati con altre persone che hanno effettuato lo stesso test, se ci sono lontani parenti in altre parti del mondo che prima si ignoravano. Il prezzo di tale kit è di 89 euro, si riceve a casa e consiste in un buccale da sfregare nella parte interna della guancia, questo viene poi mandato in un laboratorio MyHeritage, in Israele, nello Utah o in California e i risultati dell’esame vengono ricevuti in media dopo 3-4 settimane. La differenza dei vari test, consiste negli algoritmi utilizzati per determinare gli esiti richiesti, infatti, se si prova a farli tutti come ad esempio Ancestry, Geno 2.0, o Family-Tree Dna, è possibile che questi diano risultati diversi.

In Italia, tra i test più venduti ci sono naturalmente quelli di paternità, una preoccupazione che ormai sta irrompendo nelle famiglie, perché le informazioni che si ricavano non sempre fanno piacere. Si può scoprire, ad esempio, di non essere figli del proprio padre anagrafico; qualcosa che nel nostro Paese accade più frequentemente di quanto si vorrebbe. Infatti, si stima che circa il 10 per cento dei primogeniti non sarebbe figlio dell’effettivo padre anagrafico, una percentuale che vede raddoppiarsi nel caso dei secondi figli.

Inoltre, abbiamo anche test genetici ‘fai da te’ con altri scopi, come, ad esempio, quelli che vengono usati per ricavare informazioni in merito all’alimentazione, e promettono anche di rivelare, quale tipo di dieta è per noi, e per il nostro corredo genetico, più adatta. Ma bisogna sempre tener conto che ”la genetica non è un ‘genoscopo’, un’oroscopo di quello che c’è scritto nei geni” ciò è quanto riferisce il genetista Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata.