Rogo di Primavalle: l’ex Nar Ciavardini arriva alla cerimonia con Alemanno.

Quasi mezzo secolo è passato da quella notte a Primavalle, quando venne calpestato ogni sentimento di umana pietà, quando quel fuoco si alzò nel buio terribile in cui persero la vita i fratelli Mattei, Virgilio e Stefano rispettivamente di 22 e 8 anni, figli di Mario Mattei, segretario di sezione del Movimento Sociale italiano morti il 16 aprile 1973 nel rogo della loro abitazione.

Per quella strage, passata alla storia come il Rogo di Primavalle, furono condannati a 18 anni di reclusione, per incendio doloso e duplice omicidio colposo, oltre che per uso di esplosivo e materiale incendiario, tre esponenti dell’organizzazione Potere Operaio, tra cui Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo. Le effettive dinamiche dell’atto non sono mai state chiarite.

Ieri in occasione dell’anniversario per ricordare i 45 anni dell’incendio del quartiere di Roma, si sono venuti a creare dei momenti di imbarazzo quando sul luogo dell’attentato sono arrivati l’ex Nar Luigi Ciavardini, condannato in via definitiva come esecutore della strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 e Guido Zappavigna, già capo ultras della Roma e vicino agli ambienti dell’estrema destra, accompagnati dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Un gruppetto che non è piaciuto a Giampaolo Mattei, fratello delle due vittime, il quale si è dissociato dalla cerimonia tenutasi sotto il palazzo dove si trova l’appartamento al terzo piano in cui si consumò il dramma. Mattei ha invitato gli studenti, coinvolti dalla sua associazione, ad allontanarsi dal luogo della cerimonia di deposizione della corona a firma di Roma Capitale e Regione Lazio.

“Dopo cinque anni di percorso fatto con Alemanno per evitare strumentalizzazioni, oggi succede questo”, ha dichiarato Giampaolo Mattei, il quale si è detto “offeso per quanto accaduto e per aver visto che Roma Capitale e la Regione Lazio hanno deposto la corona non con l’associazione Fratelli Mattei ma con questi personaggi”.

Inoltre Mattei ha poi spiegato: “Un ex sindaco che si presenta con me qui per cinque anni consecutivi e oggi con dei personaggi lontani dal mio modo di fare, è stata la cosa più vergognosa e più bassa che un essere umano potesse fare. Tradire la fiducia dicendomi: ‘non fare polemica, non alzare i toni’. Questi sono i signori che sono stati portati al potere e hanno distrutto l’Italia con queste motivazioni”.

La celebrazione con gli allievi della scuola Alberti e del Liceo Vittoria Colonna è proseguita in un secondo momento con i rappresentanti istituzionali il presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, l’assessore all’urbanistica della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, il senatore Maurizio Gasparri e la consigliera regionale Chiara Colosimo.

A cura di Elisa Di Giorgio