“Il centrodestra unito è un danno al Paese” Di Maio, segnali al Pd

Ieri, tra gli stand del  Vinitaly a Verona, una folla lunga tre ore ha avuto occasione di stringere la mano al leader dei 5 stelle, Luigi Di Maio, che si è guardato bene di evitare il più importante visitatore lombardo, il leghista Matteo Salvini, che era lì presente e con cui le trattative di governo non sembrano eccellere. Il leader dei 5 stelle ha preferito optare per una passeggiata mediatica, alla stregua delle altre personalità politiche, che hanno girato tra i padiglioni; tra questi: Elisabetta Casellati, Mariastella Gelmini, Giorgia Meloni e Maurizio Martina. Salvini invitava Di Maio a bere l’ottimo vino valtellinese “Sfursat”, ma il grillino ha reclinato a distanza. Di Maio replica: “Il centrodestra unito è un danno al Paese”, ribadisce il suo no a Silvio Berlusconi e sollecita nuovamente Salvini a sganciarsi dal Cavaliere: “Chi si ostina a volerci propinare questa immagine di centrodestra unito, offre una strada non percorribile”. Anna Maria Bernini, capogruppo dei senatori forzisti replica: “Il vero danno lo produce il M5S quando con veti, insulti e volgarità trasmette un messaggio di impotenza”. Ma Di Maio rafforza le sue posizioni: “Vogliamo dare un’opportunità di cambiamento. Voglio fare un appello al senso pratico di tutti, anche al Pd: non ci si può bloccare su logiche politiche”.

Luigi Di Maio, 31 anni, leader del Movimento 5 Stelle, con un calice di vino tra gli stand del Vinitaly

Di Maio volge un appello sia alla lega che al Pd, indifferentemente. Maurizio Martina interviene a proposito di questi appelli: “Di Maio parla sempre dei due forni- ma poi chi lo sente mai? Mi sembra evidente che abbia già scelto. Credo che la strada più probabile ormai sia quella di un governo a due, Di Maio-Salvini. Anche se i due sono astemi”. Scherza Martina, visto che è evidente che nessuno dei due sia astemio. Di Maio è sicuramente molto più morigerato nel bere, vede il vino “in maniera molto seria” e lo celebra come “strumento di dialogo”, anche se i due leader in quest’occasione non dialogano affatto. Ci si aspettava un patto dell’Amarone, ma le aspettative sono rimaste deluse e si ripone la fiducia nel capo dello Stato. Di Maio è accompagnato dalla nuova compagna Giovanna Melodia, dal fedelissimo Pietro Dettori e dal deputato veronese Mattia Fantinati, che ha organizzato  gli incontri con i produttori dei vini. La folla è composita: chi si lamenta, chi lo acclama e chi lo prende in giro. Riguardo al governo Di Maio dichiara: “Abbiamo terminato il secondo giro di consultazione, ora il presidente della repubblica prenderà le sue decisioni. Ci tengo a dire che il M5S ha piena fiducia nel capo dello Stato”. Anche Fantinati è speranzoso: “Sono sicuro che il prossimo anno Di Maio tornerà. E tornerà da premier.”