Perde la vita per una buca, cinque persone a rischio processo

Cinque persone (tra dirigenti del Comune di Roma e imprenditori) rischiano di finire sotto processo per l’accusa di omicidio colposo, in relazione alla morte di un giovane di 20 anni che, a causa di una buca sul manto stradale, nel 2012 sbandò con il motorino andando a sbattere contro una colonna di marmo. Il pm Francesca Passaniti ha notificato agli indagati l’atto di chiusura delle indagini che in genere precede la richiesta di rinvio a giudizio. Si tratta dell’allora dirigente dello Sviluppo Infrastrutture e manutenzione Urbana del Campidoglio, Maurizio Viola e i dipendenti dello stesso dipartimento: Stefano Serafini e Savino Senisi.

Rischiano di finire sotto processo anche l’allora presidente del Consorzio Stabile Roma Scarl, Giuseppe Mapei che all’epoca gestiva la manutenzione del manto stradale e il direttore tecnico del cantiere, l’ingegner Carlo Giorgi. Quest’ultimo in particolare è accusato di avere assunto «formalmente l’incarico di responsabile della sorveglianza», ma di avere poi delegato la mansione a Pietro Tonanzi (ora deceduto) «soggetto senza requisiti e competenze tecniche che non aveva la qualifica di geometra o ingegnere come richiesto».

Secondo l’accusa, i dirigenti comunali avrebbero violato «i doveri di controllo e direzione dell’appalto – è scritto nell’atto di chiusura indagine – in ordine all’individuazione dell’effettivo e reale responsabile della sorveglianza di fatto svolta da persona diversa da quella indicata nel contratto (dove si faceva riferimento al direttore tecnico, Carlo Giorgi), priva di requisiti di professionalità richiesti, e quindi inidonea a svolgere l’incarico». Proprio nelle scorse settimane la Procura ha avviato una nuova indagine dopo gli esposti presentati da alcune associazioni di consumatori sulla vicenda buche. Un procedimento allo stato senza indagati e ipotesi di reato.