Trump : “La Russia si prepari ai nostri missili”

Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare l’attacco in Siria. Immediata la risposta da Mosca :” I missili li usino contro i terroristi”. 

 

La notizia, che desta non poche preoccupazioni, inizia a circolare dopo un tweet del presidente americano: “La Russia giura di abbattere tutti i missili sparati sulla Siria. Preparati Russia perché arriveranno, belli e nuovi e ‘intelligenti!’ Non dovresti essere alleata di un animale che si diverte a uccidere il suo popolo!”. La Casa Bianca ha chiarito che Donald Trump non ha ancora stabilito un calendario per l’azione, nonostante la sua nota su Twitter. La portavoce Sarah Sanders ha rivelato che il presidente aveva pensato ad una serie di azioni, non solo militari, molte delle quali sono ancora sul tavolo, pronte ad essere valutate.

In seguito al presunto attacco chimico a Douma, condotto dal regime di Assad, “il Pentagono è pronto a fornire opzioni militari per la Siria” dichiara il segretario alla Difesa statunitense James Mattis.

La replica russa non si fa attendere : “I missili ‘intelligenti’ dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo della Siria che lotta da molti anni contro il terrorismo internazionale sul suo territorio” scrive su Facebook la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova. E aggiunge: “L’idea globale è di rimuovere velocemente le tracce della provocazione” così che “gli ispettori internazionali dell’Opac non avranno nulla da cercare in quanto a prove”.

Se Trump decidesse davvero di ordinare un attacco contro gli obiettivi in Siria, avrebbe a disposizione caccia, jet e sottomarini, pronti ad essere chiamati in azione. Già in posizione ci sono poi  due cacciatorpediniere della Marina statunitense armati di missili da crociera TomahawkIl segretario di stato Pompeo sottolinea: la guerra è sempre l’ultima risorsa ma è ormai evidente che sono terminati gli anni di politica soft.

Intanto il Segretario dell’Onu Antonio Guterres ha invitato sia la Russia che gli USA ad evitare di scendere in guerra e a mantenere il controllo della situazione con il minor spargimento di sangue possibile. «Ho chiamato gli ambasciatori dei cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza per ribadire la mia preoccupazione profonda sui rischi di stallo e sottolineare la necessita’ di evitare che la situazione sfugga al controllo», ha fatto sapere il capo delle Nazioni Unite.