Quando lo sport è magia

Era il 31 agosto del 2013 quando Gareth Bale firmò un contratto plurimilionario con il Real Madrid, che versò per assicurarsi le prestazioni dell’esterno gallese, ben 100 milioni di euro nelle casse del Tottenham. Quello è stato forse il momento in cui il calcio è cambiato definitivamente. Da quel momento il valore dei cartellini è salito vertiginosamente , tracciando un solco ancor più ampio tra società medio-piccole e le grandi del calcio continentale . Da quel momento Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco e Juventus hanno praticamente monopolizzato la scena e reso, se non impossibile, molto difficile poter pensare di poterle spodestare.

Lo sport però non ruota solo intorno a soldi o ai diritti televisivi. Non può essere questo lo sport, che cominciamo a praticare da bambini e che spesso sogniamo possa diventare il nostro lavoro. A volte anche il mondo del professionismo ci riporta a quei valori originali di quando si era piccoli e sognatori.

Ed eccoci ai giorni nostri. Il 2018 sarà ricordato , a livello sportivo, probabilmente per due avvenimenti che lo hanno segnato.

Partiamo da quello più recente. Martedì 10 aprile, stadio Olimpico di Roma, si gioca la gara di ritorno di Champions League tra Roma e Barcellona. All’andata il Barcellona, come da pronostico, ha strapazzato la squadra capitolina per 4-1, il che lascia poche speranze per il ritorno, vista la differenza di valori in campo. Ma ecco che accade quello che forse neanche i più ottimisti tifosi romanisti immaginavano. La Roma demolisce letteralmente Messi e compagni, con un 3-0 senza storia e vola in semifinale. La città è in delirio, tifosi che piangono, giocatori, allenatori e dirigenti che sembrano tornati ragazzi che giocavano al parco. Un Manolas, autore del terzo e decisivo gol, che intervistato a fine partita sembra in estasi mistica. Se non è magia questa allora cosa può esserlo?

Ora bisogna parlare di un altro evento, purtroppo in questo caso non altrettanto gioioso. E’ il 4 marzo scorso e dall’Hotel  Best Western Hotel Là di Moret di Udine, dove la Fiorentina è in ritiro, arriva la tragica notizia della morte del difensore e capitano della Fiorentina Davide Astori. La sera prima era andato a dormire dopo una tranquilla serata passata con i compagni di squadra, ma non si è più svegliato. E’ una mazzata incredibile per tutto il mondo del calcio e non solo. E’ soprattutto un evento che segna i ragazzi della Fiorentina, che in Astori avevano un amico ma anche una guida in campo e fuori. Le parole di Badelj, calciatore croato che eredita la fascia di capitano,  durante il funerale straziano il cuore tanto sono commoventi.

AUDIO INTEGRALE – Il toccante discorso di Badelj a nome della squadra per Astori

A questo punto la stagione della Fiorentina sembra finita. Che senso ha un gioco, seppur strapagato, quando accadono fatti del genere? Invece accade l’impensabile. Voci intorno all’ambiente fiorentino parlano di un patto tra i giocatori viola, in nome di Astori. Vincerle tutte, o almeno fare di tutti per provarci. La Fiorentina, squadra di media classifica, che fino ad allora aveva collezionato risultati e prestazioni altalenanti, infila sei vittorie consecutive, arrivando a battere la Roma(si proprio quella che ieri ha battuto il Barca)in casa propria. La cosa che più emoziona i tifosi viola poi è il saluto che , dalla prima delle vittorie dopo la morte di Astori, i giocatori rivolgono al pubblico. Il saluto del capitano, il gesto che ogni soldato rivolge ad un proprio superiore.

Questi due eventi, tanto diversi tra loro, dimostrano come anche in un ambiente dove girano centinaia di milioni di euro, dove un giocatore guadagna quanto l’intero monte ingaggi di una squadra di media classifica, possano esserci valori veri, umani, normali. E allora lunga vita allo sport, quello vero però.

 

Claudio Guiducci