SIMPE: Vacciniamo i giovani contro le fake news

Si parla molto di fake news, ma allo stesso tempo mai abbastanza, come dimostra il rapporto Censis “I media e il nuovo immaginario collettivo”. A più della metà degli utenti di internet è capitato di dare credito a delle bufale circolate in rete, è successo spesso al 7,4 per cento, qualche volta al 45,3 per cento.
Tre quarti degli italiani sono consapevoli della pericolosità del fenomeno, e cerca di tenersi lontana da notizie create ad arte per inquinare il dibattito pubblico, favorendo il populismo. L’allarme però riguarda i giovani, che sembrano non dare molto peso a questa realtà. Essendo cresciuti nell’era della rivoluzione informatica tendono a essere accecati dall’utopia della rete. Il 44,6 per cento dei ragazzi ritiene, che l’allarme sulle fake news sia sollevato dalle vecchie élite. Accusano i giornalisti di creare allarmismo per salvare la loro professione, che a causa del web avrebbe perso potere. L’immaginario del giornalista al servizio del cittadino pare non venir più presa in considerazione dalle giovani menti, che finiscono con il considerarla una professione superflua. Perché aspettare un giornalista quando il web permette di avere risposte in tempo reale?

Il web ha degli aspetti positivi, e mette a disposizione tantissime notizie, ma quantità non è sinonimo di qualità. Ciò ha inevitabili ripercussioni in ogni campo e soprattutto sull’informazione medico-scientifica.
I giovani sono facili prede della disinformazione, soprattutto in materia vaccini.
Bisogna quindi puntare sull’educazione, insegnare come riconoscere le bufale.
A questo scopo il Provider ECM 2506 Sanità-In-Formazione e il dottor Giuseppe Mele, presidente SIMPE, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano una guida pensata proprio per gli adolescenti. Nodo strategico è il corso FAD (formazione a distanza) “Adolescenti: vaccinazioni e rivaccinazioni”.
È stata promossa anche una campagna social di sensibilizzazione, curata dall’agenzia di comunicazione Docta, con l’hashtag #condividiresponsabilmente.

Gli 8 comandamenti anti-bufale

  1. Non fermarsi al titolo. Occorre leggere tutto e non fermarsi ai cosiddetti titoli “acchiappalike”, estremi e con inviti a conoscere la “vera-verità”. Spesso nell’articolo si legge una storia non documentata e con poca attinenza con il titolo.
  2. Controllare la fonte. È preferibile ignorare blog sconosciuti, pieni di pubblicità, siti satirici o con nomi, che possano creare fraintendimenti.
  3. La data di pubblicazione deve sempre essere presente. A volte circolano notizie vecchie, spacciate per nuove.
  4. Deve sempre esserci l’autore. Le bufale vengono spesso scritte da persone non presenti e rintracciabili, profili fale, troll. Ed è una realtà, considerando che chiunque possa scrivere sul web.
  5. Analizzare fonti, foto e citazioni. Quest’ultime possono sostenere l’opposto di quanto viene scritto nell’articolo. Le immmagini possono essere alterate e le frasi manipolate.
  6. Evitare emotività e pregiudizi. Le fake news sono spesso costruite per innescare reazioni emotive quali indignazione, sorpresa e disgusto.
  7. Verificare su altre testate. Una notizia vera è quasi sempre riportata altrove, un articolo isolato è sempre falso.
  8. Pensare prima di condividere. La condivisione di notizie false genera una reazione a catena, anche molto grave. È da considerarsi una vera e propria patologia. #condividiresponsabilmente

Quali domande porsi sui vaccini

Nello specifico quando si incontra un sito sui vaccini sarebbe preferibile porsi 6 domande:

  1. Si può identificare lo scopo e il responsabile del sito?
  2. L’amministratore è contattabile?
  3. È presente un conflitto di interessi?
  4. Il sito cita aneddoti sugli effetti avversi dei vaccini al posto di evidenze specifiche?
  5. Le notizie sono valutate da esperti scientifici prima della pubblicazione? Quali sono le loro credenziali?
  6. Fatti e opinioni sono ben distinguibili?

“Adolescenti: vaccinazioni e rivaccinazioni” è uno dei 150 corsi fad offeti dal provider Sanità In-Formazione online e gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it.
È sviluppato in due moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento.
Un questionario finale accerta la comprensione e assegna 2 crediti ECM.

Il web è pieno di bufale in ambito medico, anche la comunità europea ha affrontato il tema dell’epoca della “post-verità” odierna. Esiste una mala informazione, che inizia con una cattiva notizia portata avanti senza intenzioni negative, ma perché chi lo fa ha raccolto informazioni false. Basti pensare al processo di Rimini in cui l’autismo era stato messo in relazione con i vaccini, sbagliando.
Il dato era sbagliato e, per quanto non fosse stato fatto volontariamente, ha cambiato la percezione sociale sul tema perché le persone leggevano una sentenza del Tribunale.
Esiste anche l’informazione falsa veicolata con dolo. Il caso classico è quello delle reazioni avverse dei vaccini, che ci sono, ma sono pochissime: una su un milione. Tra tutti i farmaci, i vaccini sono quelli che causano meno reazioni avverse. Basta pensare, che l’aspirina ha mille effetti collaterali in più.

Ai giovani servono strumenti cognitivi adeguati. Diversi studi confermano come nella nostra società esista tantissima conoscenza, ma c’è bisogno anche di distruggere i blocchi, che ci sono nella nostra testa.
È un’emergenza poiché raggiunti i 30 anni diventa difficile cambiare idea.

Federica De Marzi