Torino. Fratellini salvati grazie ad intervento rivoluzionario.

Ivrea. Circa una anno fa, due fratellini di 4 e 5 anni avevano ingerito per errore della soda caustica, riportando un gravissimo danneggiamento delle pareti dell’esofago. Le condizioni erano estremamente gravi poichè sappiamo che alcuni detergenti contengono agenti caustici cioè sostanze che possono corrodere, bruciare, i tessuti del corpo umano.  Le sostanze caustiche agiscono con un meccanismo biochimico alterando la funzione e la struttura cellulare dei tessuti con i quali vengono in contatto. E’ importante quindi gestire nel più breve tempo possibile l’ingestione così da ridurre la gravità delle conseguenze.

Per questo motivo quindi dal pronto soccorso di Ivrea erano stati trasferiti all’ospedale Infantile Regina Margherita per eseguire un’esofago-gastroscopia in urgenza: l’équipe dei gastroenterologi pediatri guidati dal dottor Pier Luigi Calvo, Dipartimento di Pediatria della Città della Salute di Torino, aveva diagnosticato una brutta infiammazione dell’esofago. Fin da subito il danno era risultato più grave nella bimba più piccola, tanto che il suo esofago si era chiuso su stesso a causa della forte infiammazione, non consentendole di nutrirsi normalmente. Il fratellino invece era in una situazione meno grave, anche se poi, come per la sorella, l’infiammazione era aumentata portando anche lui a dover essere alimentato artificialmente.

I medici della città della salute di Torino sono andati ben oltre le normali procedure per salvare i due bambini. Hanno eseguito infatti un intervento rivoluzionario, sostituendo l’esofago danneggiato irreversibilmente, con una parte del tessuto dello stomaco. L’intervento, eseguito dall’equipe del professor Renato Romagnoli della Chirurgia Generale 2 universitaria della Città della Salute di Torino, ha messo fine ad un calvario di circa un anno, il tempo necessario a stabilizzare i fenomeni infiammatori degli organi vitali intorno all’esofago.

I bambini hanno dovuto alimentarsi per circa un anno attraverso una sonda, poichè l’infiammazione aveva chiuso l’esofago. Ora però, a seguito di un decorso postoperatorio in Terapia intensiva e in Chirurgia ad alta intensità dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino privo di complicazioni, i piccoli possono tornare a mangiare normalmente. Non solo, la loro aspettativa di vita e  la qualità della stessa sono ora pari a quelle degli individui della loro età, hanno detto i sanitari.

Claudio Guiducci