Sarkozy sotto inchiesta per finanziamenti illeciti.

Nuova grana per l’ex inquilino dell’Eliseo. Nicolas Sarkozy è nuovamente sotto indagine, dopo vari fatti che lo avevano già visto protagonista negli anni scorsi, per presunti finanziamenti ricevuti dall’allora dittatore libico Muammar Gheddafi.

La vicenda risale al periodo tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007. Nel novembre 2016, durante le primarie dei Répubblicani,  Ziad Takieddine dichiarò di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007 prima di consegnarli a Claude Guéant, tra i fedelissimi dell’ex presidente, poi allo stesso Sarkozy. Questa dichiarazione, rilasciata da Takieddine, coinciderebbe con quella dell’ex direttore dell’intelligence militare libica, Abdallah Senoussi, rilasciata il 20 settembre 2012, dinanzi alla procura generale del consiglio nazionale di transizione libico.

Questa e altre prove circostanziali in mano ai magistrati, rafforzano i sospetti che pesano sulla campagna elettorale dell’ex capo dello Stato.  Sarkozy è stato posto sotto controllo giudiziario, una misura coercitiva simile alla libertà condizionata che può comportare restrizioni nei movimenti o l’obbligo di informare il giudice sui propri spostamenti o anche non poter incontrare alcune particolari persone, magari oggetto anch’esse di indagine.

La notizia in realtà non è del tutto nuova, infatti era stata rivelata dal sito Mediapart già sei anni fa e documentata nel recente libro “Avec les compliments du Guide”. Come già detto però , questa non è la prima indagine che vede protagonista Sarkozy. Nel febbraio 2017 era stato rinviato a giudizio relativamente alla campagna elettorale del 2012, per aver consapevolmente sforato il tetto delle spese utilizzando 20 milioni più del consentito. Oppure Il caso Bettencourt , dove fu accusato di circonvenzione di incapace della novantenne miliardaria Liliane Bettencourt ,proprietaria della l’Oreal. Tuttavia in quel caso i giudici lasciarono cadere l’accusa, considerandola debole, senza attendere la decisione della Cassazione.

Segolène Royal, socialista, sconfitta nel ballottaggio presidenziale delle elezioni del 2007 da Sarkozy, ha espresso il suo pensiero sulla vicenda delle presunte tangenti, tramite un tweet, dove esprime il desiderio che i milioni di cittadini francesi possano sapere se la partita fu giocata ad armi pari, o se, come detto dai magistrati, si trattò di una partita truccata.

Claudio Guiducci