Siria, la guerra continua.

Era il 5 marzo 2011, quando vi furono le prime proteste a Damasco contro il regime di Assad. Da quel giorno la Siria è piombata in un incubo fatto di violenti scontri tra forze ribelli e quelle del regime, la minaccia dell’Isis, i bombardamenti da parte di russi, francesi e americani.

Ad oggi, se la minaccia dell’espansione dello Stato islamico sembra essere stata ridimensionata, lo stesso non si può dire della guerra civile che attanaglia il Paese da ormai 7 anni.

Una guerra che ha fatto centinaia di migliaia di vittime e che secondo dati rilasciati dall’Unicef,nel 2017 è stata quella dove sono stati coinvolti il maggior numero di bambini, che rappresentano circa il 17% delle vittime. Nonostante diversi tentativi, l’Onu non è ancora riuscito a trovare una strada per porre fine al conflitto. In molti casi anzi è stato addirittura negato l’accesso agli aiuti umanitari nelle aree assediate.

Ma perchè non c’è stato finora nessun intervento della comunità internazionale per fermare questo vero e proprio genocidio?

Secondo il professore Alessandro Orsini, tra le varie motivazioni, ci sarebbe l’antagonismo tra Russia e Stati Uniti. Dalle pagine del quotidiano online Sicurezza internazionale , il docente spiega che ” una delle ragioni per cui gli americani alimentano  la guerra in Siria è che costringono Putin a spendere milioni di dollari per difendere Bassar al Assad, imponendogli di ridurre gli investimenti per armare l’esercito in Ucraina dell’est. L’idea fondamentale della Casa Bianca è di intrappolare Putin in un guerra prolungata per dissanguarlo economicamente”.

Le vittime intanto hanno superato le 500000 unità e i profughi sono diventati più di 6 milioni. Profughi che sono diventati un’arma di ricatto della Turchia nei confronti dell’Europa, che al momento non è riuscita ad esercitare nessuna reale pressione per porre fine al conflitto. La Siria quindi oggi rappresenta la sconfitta delle Nazioni Unite, incapaci di imporsi su quelle Nazioni, come Stati Uniti, Russia, Iran o Turchia , che per motivi diversi, hanno contribuito a far continuare questo sanguinoso conflitto, nel quale , come sempre succede in guerra, a farne le spese sono state maggiormente le persone comuni.

Claudio Guiducci