VAR che flop. La Lazio è la piu’ penalizzata

“La tecnologia in campo aiuterà a limitare al massimo gli errori”. Così diceva, a suo tempo, l’allora presidente della Figc Carlo Tavecchio. È chiaro che in quella frase era racchiusa l’essenza del Video Assistant Referee: cercare di limitare al massimo errori e di conseguenza polemiche.
Ma se ogni domenica assistiamo ad errori grossolani o a lamentele nel confronti del VAR, vuol dire che qualcosa non va. Che qualcuno sia scontento ci può stare, ma che lo sia costantemente deve fare assolutamente riflettere. Una su tutti è la Lazio. In moltissime occasioni la squadra di Simone Inzaghi è stata penalizzata dalle decisioni arbitrali. Gli errori nei confronti della Lazio sono troppi, non si contano più. I punti che mancano alla squadra di Inzaghi non sono pochi, almeno 8 punti, e questo penalizza la società da ogni punto di vista.
A questo punto della stagione la Lazio si sarebbe potuta ritrovare terza con un bel margine sulle altre pretendenti per la corsa Champions, e avrebbe poi potuto gestire le forze per i turni di Europa League. Invece si ritrova ad essere coinvolta nella lotta che a questo punto vede il ritorno anche del Milan di Gattuso. Su tutto questo pesano le sviste del VAR. Anche domenica nella partita contro il Cagliari la Lazio è stata vittima dell’ennesimo torto arbitrale subito in stagione. Nel primo tempo Immobile va giù in seguito al contatto con Ceppitelli prima e Barella dopo. L’arbitro Guida è ben posizionato e li giudica non punibili. In realtà il rigore per la Lazio c’era, e il VAR, i cui addetti erano per l’occasione Gavillucci e Tegoni, resta silente perché Guida non ritiene che sia fallo di rigore.
“Per l’ennesima volta danneggiati. Già sabato scorso contro la Juventus ci è stato negato un rigore sullo 0-0 clamoroso, e in nessuno dei due casi è stato chiesto il VAR. A parti invertite il VAR è stato chiesto e il rigore assegnato” : queste le parole dure e chiare di mister Inzaghi nel post partita. Lamentele e non chiacchiere da bar, supportate da fatti provati.
Anche il centrocampista Marco Parolo non ci sta ed esterna il suo rammarico: “Non capiamo alcune cose: c’è la possibilità di usare la tecnologia che, secondo me è importantissima e sarà il futuro del calcio, però deve essere utilizzata e non comprendo perché non lo si faccia.” Inoltre sostiene che la squadra ha chiesto all’arbitro spiegazioni su quell’episodio, in cui Immobile, palla al piede avrebbe potuto crossare e sarebbe stata un’azione pericolosa. La risposta di Guida? ”L’arbitro ha motivato la sua decisione affermando che la VAR gli aveva confermato la bontà della sua decisione”. Il calcio nel suo lungo percorso ha cercato di adeguarsi alle esigenze del momento immettendo strumenti tecnologici, per cui è d’obbligo che i responsabili degli stessi siano pronti a farne un uso corretto e oggettivo.

 

A cura di Elisa Di Giorgio