Una nuova ombra nel calcio

Il calciatore della Lazio Stefan de Vrij è stato convocato dalla procura Antidoping Nado Italia e di nuovo si torna a parlare di calcio in associazione al doping. Poco tempo dopo la notizia della positività del capitano del Cagliari Joao Pedro, risultato positivo all’idroclorotiazide (un diuretico) nei test effettuati da Nado Italia subito dopo la partita con il Sassuolo dell’11 febbraio scorso (il calciatore è stato poi sospeso dal tribunale antidoping), ecco una nuova ombra, la presunta positività del calciatore della Lazio. De Vrij infatti, è risultato positivo ai controlli antidoping successivi alla partita Lazio-Verona dello scorso 19 febbraio, convocato in procura, il giocatore non si è presentato, al suo posto sono andati  due medici della Lazio. Il procuratore Pierfilippo Laviani ha ribadito però di voler ascoltare il calciatore olandese quindi l’ avvocato di De Vrij, ha richiesto e ottenuto un rinvio dell’audizione alla procura nella prossima settimana. Nel frattempo, arrivano le rassicurazioni del portavoce della società biancoceleste, Arturo Diaconale, che  spiega la situazione: “È semplicemente una questione di ordine burocratico che non riguarda assolutamente alterazioni dei test delle urine di De Vrji. Non corre rischi di nessun genere. In occasione di Lazio-Verona ha fatto due test, probabilmente non ha firmato i documenti alla fine dei due esami. Positività di Joao Pedro? Sono due cose separate”.Un finale meno amaro è quello che ci auspichiamo per il giocatore biancoceleste, considerando  che dall’inizio del campionato siamo con  Joao Pedro, al secondo caso di doping in serie A, Fabio Lucioni infatti, capitano del Benevento, lo scorso 16 gennaio è stato squalificato per un anno per la positività al clostebol riscontrata lo scorso 22 settembre, dopo la gara col Torino. Confidando che nel caso del giocatore biancoceleste sia tratti  solamente di un equivoco che presto verrà chiarito, ci auspichiamo che il calcio torni ad essere una competizione, una passione senza ombre che infanghino uno sport fatto,o almeno così dovrebbe essere, di passione e  sacrifici.

A CURA DI  ELISA CHIARELLA