Emergenze buche a Roma, “strade monitorate dai laser”. Ma il bando è fermo da un anno

Dopo il maltempo che sta investendo Roma in queste settimane, specialmente dopo la nevicata del 26 gennaio, con le giornate di ghiaccio e i temporali a seguire, continua a piovere sulle buche, su quelle appena coperte e su quelle ancora aperte. Finché le condizioni del meteo non andranno incontro ad un miglioramento, diventa un’impresa ardua tappare le numerose buche che stanno creando non pochi problemi alla sicurezza e alla normale circolazione dei veicoli. Direttamente dal Campidoglio la direttiva di fermare gli interventi con bitume a “caldo”, più efficaci e di maggiore durata. Fin quando non riuscirà il sole, gli unici interventi previsti sono quelli con i sacchetti di asfalto a freddo. “Interventi che possono reggere al massimo qualche giorno”, spiega un tecnico capitolino. Molti i disagi cui i romani devono far fronte, soprattutto per chi si sposta in autobus; ieri ci sono stati dei lavori per sistemare il manto stradale in via dei Cerchi, che hanno costretto alla deviazione in via del Circo Massimo i bus delle linee 628 e C3. Caos anche ad Acilia per il 709 e per le tratte 053 e 056 a Roma Est. Con via di Torrenova impraticabile, le deviazioni sono costrette a sforare sul Gra per fare inversione e riprendere la corsa verso Tor Bella Monaca. Al massimo tra due settimane, dovrebbe comparire il nome dell’azienda a cui sarà affidato il controllo sulla qualità dei lavori di manutenzione e vagliare la qualità della rete stradale di Roma. Al bando da oltre 8 milioni ha partecipato anche l’Anas: l’azienda al 100% dello Stato si occupa della gestione di 26 mila chilometri di strade, ma è all’esordio sul mercato della viabilità locale. L’obiettivo del Comune è quello di inserire in un unico database lo stato di mantenimento delle più importanti arterie della capitale, attraverso un unico veicolo a ricognizione laser, videocamere e un navigatore satellitare farà il tour di Roma, per poi inviare i suoi dati ad un esperto in grado di ovviare alla chiusura di ogni crepa, buca o avvallamento registrato durante la ricognizione. Un progetto perfetto, se non fosse che l’avviso pubblico per questa gara è stato pubblicato l’11 marzo del 2017, esattamente un anno fa. A fine dicembre è stato approvato il verbale di apertura delle offerte, dove è emerso l’interesse di Anas per le strade di Roma, poi più niente. Manca ancora l’aggiudicazione finale, grazie alla quale Roma potrà dotarsi di un sistema di rilevazione, che consenta di valutare lo stato dell’asfalto con precisione e pianificare interventi.

La strada è una struttura composita: la superficie, coincide con l’asfalto, in gergo manto stradale. Dal momento che non tutti i terreni sono idonei ad accogliere direttamente l’asfalto, c’è bisogno di uno stato intermedio al di sotto: una sorta di massicciata, che si chiama pavimentazione stradale, utile a conferire consistenza per sostenere gli sforzi e per dare una certa flessibilità alla struttura, perché con il passaggio dei veicoli sull’asfalto si comprime il manto stradale che tenderebbe a cedere. Il manto stradale quando viene steso è idrorepellente; a causa dello sforzo meccanico a cui è sottoposto per il passaggio dei veicoli, ma anche per gli sbalzi termici: il caldo e il freddo, la luce del sole che tende ad indurirlo e renderlo fragile, la somma di tutto questo comporta come risultato la produzione di fessurazioni, spaccature all’interno dalle quali si infiltra l’acqua. Quando non piove la massicciata deve sostenere uno sforzo verticale, in queste condizioni è difficile che si producano buche, ma quando c’è pioggia, lo sforzo è verticale, ma l’acqua va in orizzontale; l’acqua si insinua, spacca la struttura e si formano le buche, perché quando non c’è più coerenza si scavano le buche. Tappare le buche con le toppe è efficacie come intervento immediato, soprattutto per i centauri, per i quali potrebbero essere estremamente pericolose. Tuttavia la soluzione migliore sarebbe quella prevista dalle tecnologie più innovative: l’asfalto drenante, che porta via l’acqua, ma i costi sono molto elevati.