Astori: l’ultimo saluto a Firenze

Questa mattina a Firenze, nella basilica di Santa Croce, si sono svolti i funerali del capitano della Fiorentina Davide Astori

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Una folla commossa si è radunata presso la basilica di Santa Croce per dare l’ultimo saluto al capitano della fiorentina, Davide Astori, scomparso prematuramente all’età di 31 anni.

Un lungo applauso, tra lacrime e dolore, ha accompagnato il feretro del giovane bergamasco da Coverciano, dove ieri si è tenuta la camera ardente, passando per lo stadio Artemio Fanchi,  fino all’altare della basilica del capolupogo toscano. Presenti le delegazioni di molte squadre di serie A.

“Un ragazzo professionale, serio con il sorriso sempre stampato sul volto”. E’ così che lo descrivono gli amici, i conoscenti e i compagni di squadra. Tutta la città si è stretta intorno alla ACF Fiorentina e alla famiglia di Davide,  in particolar modo alla moglie Francesca e alla sua bambina, di soli 2 anni,Vittoria.

A stroncare la vita del ragazzo, originario di San Pellegrino in provincia di Bergamo, è stato un arresto cardiaco nella notte tra il 3 e il 4 marzo, durante il ritiro pre-partita della squadra ad Udine. E’ proprio nell’hotel che ospitava la Fiorentina prima del match con l’Udinese, che Astori, durante il sonno, è venuto a mancare.

Gli inquirenti, prima dell’autopsia fatta il giorno successivo, hanno aperto un’indagine per omicidio colposo contro ignoti. Immediate le ipotesi fatte dall’opinione pubblica su un possibile caso di doping. Il medico della Fiorentina ha escluso sul nascere queste false accuse, dicendo che il malore può essere riconducibile ad una malformazione cerebrale o una malattia cardiaca rara non diagnosticabile.

“Morto per bradiaritmia, il cuore ha rallentato fino a fermarsi”. E’ questo il responso emesso dopo gli esami condotti sul corpo dell’ex capitano viola. Un decesso, quindi, per cause naturali.

Il calcio è in lutto. L’Italia spotiva e non si ferma per un giorno. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha proclamato una giornata di lutto cittadino per onorare al meglio la memoria di Astori.

Una morte inaspettata che lascia un vuoto inesorabile; un fato, a volte troppo beffardo, che allontana le persone dai loro affetti e da tutta una città in cui il loro nome riecheggierà per l’eternità.