CasaPound, esplode bomba alla sede di Trento

Un ordigno rudimentale è scoppiato la scorsa notte, intorno alle 4:30, all’entrata de “Lo spazio libero Baluardo”, sede di CasaPound a Trento, provocando danni all’ingresso e alla serranda. Lo rende noto la stessa organizzazione di estrema destra, mostrando una scritta a spray firmata da ignoti: “Unico voto utile antifascismo sempre”. Nessuna persona è rimasta coinvolta nello scoppio, secondo quanto riferito dalle autorità. Gli agenti della Digos hanno ritrovato i resti dell’ordigno formato da alcuni grossi petardi assemblati. Alcuni residenti di via Marighetto, nella zona Sud di Trento, hanno avvertito il forte scoppio e sono scesi in strada.

“E’ l’ennesimo gesto di chi non sa più proporre ed è incapace di confrontarsi. Al termine di una campagna elettorale che ha visto un antifascismo isterico manifestare con contenuti minimi ma sempre maggior violenza, oggi l’epilogo compiuto dai figliocci di quei politici che in queste settimane hanno sproloquiato di antifascismo chiedendo la chiusura di un movimento legalmente riconosciuto come il nostro e che, sempre protetti e legittimati, hanno agito con il favore della notte”, dice il responsabile di CasaPound Trento, Filippo Castaldini. Le indagini sono concentrate negli ambienti dell’antagonismo per risalire alle dinamiche. Elementi utili e determinanti potrebbero arrivare dall’analisi delle telecamere di sorveglianza situate nella parte meridionale di Trento dove si trova la sede di CasaPound.

Non è la prima volta per CasaPound (CPI) a dover denunciare l’accaduto. Si tratta infatti della seconda bomba contro l’omonimo partito di Trento. La prima bomba fu fatta esplodere nel marzo del 2014, con conseguenze simili. L’esplosione allora piegò la saracinesca di ferro, distrusse una vetrata e fece saltare un pezzo di muro. Anche in questo caso, nessuna persona ferita. Sempre nel 2014, a febbraio, vigilia del Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, la sede era stata vandalizzata con una scritta a bomboletta e sporcata con cumuli di immondizia davanti alla porta d’ingresso.

Flavio Sabbatini