Africa del Sud: Città del Capo e “Giorno Zero”

L’acqua è un bene prezioso e come tale dovrebbe essere trattata, soprattutto in quanto essenziale per la sopravvivenza dell’intera umanità.
Tra il 1900 e il 1995 il consumo d’acqua dolce è aumentato e così è cresciuto anche il numero dei Paesi a rischio di emergenza idrica.

 

La metropoli sud africana di Città del Capo ha appena potuto tirare un sospiro di sollievo, scampando per pelo la cessione della distribuzione d’acqua nel 2018.

“Se manteniamo il consumo d’acqua al livello attuale e se riceviamo una quantità decente di precipitazioni, il Giorno Zero non ci sarà quest’anno” ha affermato Mmusi Maimane, capo del partito Alleanza democratica (DA), che amministra la regione del Capo.

Città del Capo è la terza città più popolosa del Paese, che sta affrontando la peggiore siccità del secolo.
Le autorità erano arrivate ad annunciare, che i rubinetti sarebbero stati “a secco” nell’arco di un paio di mesi.
Non era stato individuato un giorno preciso, l’oscillazione di questa si andava definendo in base alla consumazione d’acqua.
Nel peggiore dei casi era prevista per il 12 aprile.

La consumazione quotidiana dell’acqua a Città del Capo si aggira intorno ai 530 milioni di litri, contro 1,2 miliardi di litri del 2015.
Gli abitanti non dovranno smettere di sforzarsi, Mmusi Maimane li ha esortati a rispettare le restrizioni drastiche in merito al consumo d’acqua.
Dall’inizio di febbraio, gli abitanti si sono dovuti limitare a consumare 50 litri d’acqua a persona, che sono l’equivalente di una doccia quotidiana di tre minuti.

“Anche se risulta improbabile l’arrivo del Giorno Zero nel 2018, tale drastico scenario resta ancora una possibilità, magari nei mesi estivi del 2019.
Perlomeno se non piove abbastanza in inverno”, ha aggiunto Mmusi Maimane.

Continuando a incentivare la popolazione

“Noi dobbiamo mantenere questo spirito, basato sul più grande rispetto nei confronti di questa preziosa risorsa naturale.
Nel contesto del cambiamento climatico, gli abitanti del Sud Africa devono accettare, di intrattenere un nuovo rapporto con l’acqua”

Federica De Marzi