Oscar 2018: trionfa Kobe Bryant. Miglior film “La forma dell’acqua”:

Kobe Bryant, l’ex star del basket nei Lakers, vince nella categoria “Corti animati” con “Dear Basketball”, al film di Guillermo del Toro i riconoscimenti più importanti. Per l’italiano “Chiamami col tuo nome” statuetta per il migliore adattamento. Un Kobe Bryant commosso, quello che saliva le scale del palcoscenico del Kodak Theater e  spontaneo al tempo stesso, nonostante si trovasse in un mondo per lui completamente diverso. Ora la sua stella è accesa anche ad Hollywood. La lettera con cui annunciava il suo ritiro dal mondo della pallacanestro, pubblicata il 29 novembre 2015 sul The Players’Tribune , che iniziava con “Dear Basketball” consegnata ai suoi compagni e agli spettatori dello Staples Center e successivamente trasformata in un cartone animato, è stata premiata come migliior cortometraggio animato alla 90^ cerimonia degli Academy Awards. La massima onorificenza del cinema al primo tentativo. Trionfo insieme al disegnatore Glen Keane, un autentico Mvp del ramo (“La Bella e la Bestia,  “La sirenetta”, “Aladino”, “Pochaontas”, “Tarzan”). Keane aveva detto: “Grazie a Kobe per aver scritto “Dear Basketball”: è un messaggio per tutti noi. Perchè con la perseveranza , l’impossibile diventa possibile”.

Kobe Bryant, 39 anni, vincitore dell’Oscar nella categoria Corti animati.

Kobe Bryant, fasciato in uno smoking attillatissimo, prende la parola: “Meno male che noi giocatori siamo capaci di fare anche molto altro”. Poi i ringraziamenti a John Williams per la splendida musica (un altro Big da 5 Oscar: “Schindler List”, “Guerre stellari”, “ET”, “Il Violinista sul Tetto”, “Lo Squalo”), a Verizon per aver creduto in questo progetto, a sua moglie Vanessa e alle figlie Natalia, Gianna e Bianca, alle quali ha indirizzato una dedica speciale: “Vi  amo con tutto il mio cuore, siete la mia ispirazione”. Dopo la consegna del premio l’ex leggenda dei Los Angeles Lakers ha dichiarato: “Mi fa sentire meglio che un titolo NBA”, lanciando una frecciata alle polemiche sulle posizioni sociali dei giocatori di pallacanestro durante il discorso di accettazione. Il cinque volte campione NBA ha aggiunto quindi un altro trofeo alla sua bacheca, quello che forse meno di tutti si aspettava di vincere nella sua infanzia trascorsa in Italia: la statuetta degli Oscar. Bryant al momento della premiazione insieme a Keane, ci ha messo un pò prima di trovare le parole giuste e continuava a guardare incredulo la statuetta, poi finalmente è riuscito a rompere il silenzio: “Non so nemmeno se sia possibile una cosa del genere” sono state queste le prime parole rivolte al pubblico del Kodak Theatre. “Da giocatori di pallacanestro ci si aspetta da noi che stiamo zitti e palleggiamo… ma sono contento che noi tutti facciamo un po’ più di solamente quello”; un chiaro riferimento alle polemiche delle scorse settimane contro l’attivismo di LeBron James e Kevin Durant, ripresi dalla giornalista di Fox News Laura Ingraham proprio con le parole: “State zitti e palleggiate”. Successivamente, Bryant ha rivelato ai giornalisti presenti in conferenza stampa, che vincere questo premio “mi fa sentire meglio che aver vinto un titolo, ad essere onesto. Giuro che è così. Quando dicevo alle persone che volevo scrivere e raccontare storie dopo essermi ritirato, mi dicevano ‘Oh, carino. Ma sarai depresso quando la tua carriera sarà finita.’ Essere qui e avere questa statuetta è pazzesco, davvero”.