Weinstein, società verso la bancarotta.

ROMA – La società cinematografica fondata da Harvey Weinstein e suo fratello Robert dichiarerà bancarotta, secondo quanto riportano i media americani. Il fatto è legato allo scandalo degli abusi sessuali e delle tante denunce presentate nei suoi confronti, noto anche come il Weinstein sexgate, scaturito da un’inchiesta del 5 ottobre scorso sul New York Times. La triste vicenda ha raccolto le prime accuse dopo 30 anni non solo da parte delle vittime, ma anche dall’ambiente hollywoodiano, dove tutti sembravano essere a conoscenza delle inclinazioni perverse del produttore di film pluripremiati come “Sesso, bugie e videotape”, “Pulp Fiction” e “Gangs of New York”. Chi prima avrebbe fatto di tutto per lavorare con lui ed incontrarlo lo ha ripudiato, ma solo quando è finito nel caos. E’ stato poi costretto ad ammettere le sue colpe e a scusarsi. Lo scandalo ha causato anche la rottura del suo matrimonio con la moglie Georgina Chapman.

Il cda della compagnia, in una dichiarazione espressa sul Los Angeles Times, spiega la posizione: “Pur riconoscendo come questo esito sia estremamente sfortunato per i nostri dipendenti, i nostri creditori e ogni vittima, il board non ha scelta se non quella di perseguire l’unica azione percorribile per massimizzare il valore residuo dell’azienda: un ordinato processo di bancarotta”. Sarebbero fallite le trattative per l’acquisizione degli studios da parte di un gruppo di investitori guidati da un ex funzionario dell’amministrazione Obama, Maria Contreras-Sweet. Gli investitori avrebbero rilevato la Weinstein Company per una cifra intorno ai 500 milioni di dollari prima che il procuratore generale di New York avviasse un’azione legale contro Weinstein, suo fratello e la società, fissando le condizioni di vendita per paura che potesse lasciare le vittime degli abusi di cui è stato accusato il produttore, non ancora imputato, senza un adeguato risarcimento. La società, intanto, continua la ricerca di un salvatore finanziario.

Flavio Sabbatini