Il declino delle chitarre Gibson che rischiano la bancarotta.

Una corsa contro il tempo per salvare la chitarra che è stata imbracciata dalle leggende della musica, che hanno fatto la storia del rock e non solo come B.B King, Chuck Berry, Jimmy Page, Gary Rossington, Ted Nugent, Slash e Angus Young. Ed è solo una minima parte degli immensi artisti che hanno scelto il suono della Les Paul, la chitarra elettrica simbolo di generazioni di musicisti insieme alla sua rivale Fender Stratocaster.
La Gibson Guitar Corporation è un’azienda statunitense che costruisce chitarre e moltissimi altri strumenti musicali.
Orville Gibson iniziò a costruire mandolini nel 1894 a Kalamazoo, nel Michigan. Nel 1902 fu creata la Gibson Mandolin-Guitar Mfg.Co,Ltd. per commercializzare i suoi strumenti. Tra il 1974 ed il 1984 la produzione delle chitarre Gibson fu spostata da Kalamazoo a Nashville, nel Tennessee.
Le sue chitarre più famose, e ancora oggi in produzione, sono i modelli Les Paul(nata nel 1952,creata in collaborazione con il musicista Les Paul), ES-335(nata nel 1958) ed SG “diavoletto”(nata nel 1961). Un particolare modello di chitarra prodotto dalla Gibson è stata denominata “Lucille” in onore di B.B.King che ha suonato per oltre quarant’anni con una Gibson ES-355 da egli così chiamata.
Oggi però l’iconico marchio Gibson è in crisi, sull’orlo della bancarotta, sommersa da debiti che rischiano di travolgerlo per sempre. A lanciare l’allarme è un comunicato diffuso su Businesswire e dall’analisi del NashvillePost, la gazzetta della capitale del Tennessee, sede del produttore e per questa ragione uno dei luoghi di culto per gli amanti delle sei corde. Secondo il NashvillePost, la situazione finanziaria della Gibson, che “fattura più di un miliardo di dollari l’anno” è “tutt’altro che normale”.
Nonostante qualche giorno fa la Gibson Brands Inc. abbia annunciato che la società avesse effettuato un pagamento di 16,6 milioni di dollari ai possessori delle sue obbligazioni, il marchio non si trova in una buona situazione. Secondo i media americani, il debito sarebbe di 375 milioni di dollari da versare entro il prossimo 23 luglio. Una data oltre la quale la Gibson rischierebbe un ulteriore aggravio di 145 milioni. Una montagna quasi impossibile da scalare.
Cerca di tranquillizzare tutti, dai dipendenti preoccupati di perdere il posto di lavoro ai fan in tutto il mondo, l’amministratore delegato che indica un percorso di stabilizzazione e di nuova crescita che però si contrasta con una crisi delle vendite che purtroppo e’ sotto gli occhi di tutti. Oggi i giovani acquistano sempre meno chitarre, risultato anche questo della diffusione di nuove tecnologie che stanno cambiando il modo di fare musica, visto che ormai anche attraverso un’app si possono riprodurre suoni uguali a quelli degli strumenti originali.
Cosa molto certa è l’impossibilità di riprodurre le emozioni regalate attraverso le corde di una Gibson, caratterizzata da un suono potente, caldo e inimitabile.

A cura di Elisa Di Giorgio