“Sconnessiday”, ventiquattro ore senza smartphone

Un’ intera giornata senza Wi-fi. O, se proprio non ci riusciamo, almeno un’ora: è la sfida lanciata dal cast del film “Sconessi” per il 22 febbraio. 

L’esperimento sociale definito #Sconnessiday punta a sensibilizzare sul tema dell’uso improprio di smartphone, tablet e nuove tecnologie. Cosa accade quando ci si accorge di aver dimenticato il cellulare a casa o di aver terminato il credito? In maniera quasi automatica scatta uno stato di smisurata agitazione, sintomo di una moderna malattia: la nomofobia.

Si tratta di una parola di uso recente che indica la paura di rimanere senza smartphone e quindi di essere sconnessi con il resto del mondo. Una ricerca ha dimostrato che solo nel Regno Unito ne soffre il 53% della popolazione. I nomofobi si sentono spogli e impotenti quando non possono accedere alle tecnologie dalle quasi sono ormai assuefatti e dipendenti. Questa malattia colpisce per lo più i giovani tra i 18 e i 25 anni affetti da problemi relazionali e scarsa autostima. Chi ne è colpito può essere soggetto persino ad attacchi di panico, vertigini, tremore e tachicardia.  Per gli esperti il fenomeno della nomofobia è in parte collegato con l’uso compulsivo dei social: “L’abuso dei social network può portare all’isolamento – spiega Ezio Benelli, presidente del congresso di psichiatria dinamica in corso a Firenze e dell’International foundation Erich Fromm -, l’utilizzo smodato e improprio del cellulare può provocare non solo divari enormi tra persone, ma anche a chiudersi in se stesse e a alimentare la paura del rifiuto”.

L’iniziativa del cast italiano, realizzata in collaborazione con Consulcesi Club, mira ad avere riscontri anche all’estero, proponendo lo #Sconnessiday come una giornata mondiale da celebrare ogni anno. Intanto il ministero della Salute ha fatto la sua parte con un corso di formazione per il personale sanitario dal titolo “Internet e adolescenti: I.A.D. (Internet Addiction Disorder) e cyberbullismo” curato da David Martinelli del Centro Pediatrico Interdipartimentale Psicopatologia da Web presso la Fondazione “Policlinico Gemelli” di Roma.

Nel film di Christian Marazziti, i protagonisti  saranno costretti a mettere via gli smartphone e a interagire tra di loro senza strumenti tecnologici. La giornata sarà senz’altro una cosa interessante che potrà aiutare a sensibilizzare qualcuno sull’argomento”, ha commentato Ricky Memphis, uno degli attori che fanno parte del cast. “Però io non credo alle cose che si fanno una volta l’anno, bisogna lavorare sul tessuto sociale sennò diventa come l’8 marzo, quelle giornate che purtroppo poi lasciano il tempo che trovano”. Sbagliato è anche demonizzare il cellulare, precisa l’attore romano: “Io lo uso molto eppure quando sto con la mia famiglia lo poso e parlo con loro faccia a faccia. Poi, certo, se stai tutto il giorno con gli occhi sul telefono è normale che sia difficile comunicare, ma in quel caso si entra nel mondo della dipendenza e della malattia, ma quello è un altro discorso. Anche gli antidolorifici possono essere una cosa meravigliosa o una droga”.

L’hashtag Sconnessiday vuole lanciare il messaggio : “Disconnettiamoci dai social e riconnettiamoci tra di noi”.  In questo modo ognuno potrà riscoprire la genuinità e la semplicità delle relazioni umane che non possono dipendere esclusivamente dal supporto tecnologico che le ospitano.