Lampedusa: la Spiaggia dei Conigli eletta la più bella d’Italia

La Spiaggia dei Conigli di Lampedusa è stata eletta come la più bella della penisola italiana, seguita da Tropea e da La Pelosa di Stintino. All’ottavo posto troviamo la spiaggia di Cala Rossa situata a Favignana.

  

   Spiaggia di Tropea.                         Spiaggia La Pelosa.                 Spiaggia Cala Rossa.

Le classifiche a livello nazionale, europeo e mondiale sono state pubblicate dopo i TripAdvisor Travelers’ Choice Beaches Awards 2018 che decretano le spiagge  più belle. Un po’ di delusione nella top 10 al livello mondiale nella quale l’Italia non compare, mentre nella classifica europea la Spiaggia dei Conigli è riportata al settimo posto.  Tra le spiagge italiane più belle, diversi luoghi appartengono al territorio sardo, come Cala Mariolu, la Spiaggia di Maria Pia e Porto Giunco; il decimo posto è stato assegnato alla spiaggia di Marina Piccola di Capri. Nella classifica europea va molto bene la Spagna, che si aggiudica il primo, il nono e il decimo posto con La Concha Beach, la Playa de Ses Illetes e la Playa de Las Canteras.

                          

Concha Beach.                                                                             Playa de Ses Illetes.

Per quanto riguarda invece i litorali più affascinanti del mondo, ai Caraibi è stato conferito il podio con la Grace Bay e la Varadero Beach ma anche il quarto,quinto e nono posto con la Eagle Beach, la Seven Mile Beach, e la Bavaro Beach. Nella classifica compaiono anche spiagge del Brasile e del Messico. Il riconoscimento assegnato da Tripadvisor alla Spiaggia dei Conigli come più la bella d’Italia, rappresenta la migliore conferma che il modello realizzato da Legambiente di gestione della riserva naturale è vincente e riconosciuto a livello nazionale. Molti visitatori (e non) si interrogano sul motivo del nome: dalle notizie storiche pervenuteci si legge per la prima volta della baia in una carta datata 1824 dell’ammiraglio Smith, che la denomina “Rabit Island”. Pare che nelle cartografie successive questo toponimo sia stato riportato in maniera impropria e quindi tradotto dall’inglese (rabbit = coniglio) anziché dall’arabo (rabit = collegamento / che lega, collega), riferendosi ad un passaggio sabbioso che emerge in rari casi di bassa marea, e che collega l’isolotto alla costa. C’è, invece, chi dice che il nome derivi dal fatto che, diverso tempo fa, l’isolotto fosse abitato da una folta colonia di conigli, arrivati e rimasti lì proprio a causa di una improvvisa comparsa del passaggio sabbioso. Fino al 1995, anno di insediamento di Legambiente, l’area era oggetto di ogni sorta di abuso, le macchine arrivavano sin sulla spiaggia, i chioschi abusivi costituivano uno sfregio per ambiente  e legalità. In questi anni Legambiente ha dimostrato con successo, e con il sostegno dei visitatori e della comunità locale, che il migliore strumento per la promozione di un turismo sano e duraturo è rappresentato dal rigore nelle azioni di tutela, per garantire la bellezza e l’integrità del paesaggio. Il coordinatore regionale delle riserve di Legambiente e direttore della riserva di Lampedusa, Angelo Dimarca, ha affermato che “Il riconoscimento ottenuto, che si aggiunge a quelli degli anni precedenti, è legato alla qualità delle azioni portate avanti in questi anni dagli interventi di  rinaturalizzazione ai progetti di conservazione delle specie minacciate, dalla realizzazione dei sentieri alla regolamentazione dell’accesso oggi esclusivamente pedonale”. Ad oggi la speranza è che tale riconoscimento costituisca uno stimolo per la Regione per il rilancio della politica delle riserve naturali, che al momento vivono una condizione di precarietà e crisi a causa della mancanza di strumenti idonei per l’intervento.