Malala Fund: Apple in prima linea

Nel 2012 rischiava la vita la giovane pakistana  quindicenne Malala Yousafzai, infatti ha sfiorato la morte dopo essere stata colpita da un colpi di pistola in testa. il perché di questa aggressione è dovuto dal sempre più visibile impegno da parte sua nel poter dare un’istruzione alle donne e ragazze pakistane, questo ha dato molto fastidio agli integralisti del paese.

Malala è sopravvissuta e la sua voce non ha smesso di essere un faro di speranza per tutte le donne del Pakistan e non solo.

Nel 2013 si è aperto un fondo internazionale, chiamato “Malala Fund”, che si pone l’obbiettivo di finanziare e promuovere l’istruzione femminile in paesi come Afghanistan, India, Nigeria e nei paesi dove ci sono rifugiati siriani, come il Libano e la Giordania.

Ieri è arrivata la notizia dell’accordo tra il fondo e il colosso del web Apple secondo la quale, tramite i finanziamenti della compagnia di Cupertino, si aiuterebbero fino a 100 mila ragazze sparse tra Afghanistan, Pakistan, Libano, Turchia e Nigeria. Questo sarebbe solo il primo passo, l’accordo ha l’obbiettivo di duplicare le operazione e i progetti di formazione ed espanderli in India e America latina. Il ruolo di Apple , oltre che economico, sarà quello di fornire un know-how in termini di tecnologia, programmi di studio e ricerca sui cambiamenti delle politiche di genere.

In virtù dell’accordo Tim Cook, attuale CEO di Apple, è entrato nel consiglio operativo del Fund ha speso parole di apprezzamento nei confronti di Malala e del suo fondo descrivendola come “un coraggioso difensore dell’uguaglianza. È una delle figure più stimolanti del nostro tempo e siamo onorati di aiutarla a estendere l’importante lavoro che sta facendo per dare potere alle ragazze di tutto il mondo”.