Di Maio cambia idea: non è il momento per uscire dall’euro

ROMA – Il candidato premier del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio è stato ospite durante la serata del 9 gennaio nel salotto di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, dove ha parlato di diverse tematiche, dalla situazione dei rifiuti a Roma alle proposte di governo, fino a parlare dell’euro, argomento da sempre discusso tra le file dei pentastellati. “Non credo che per l’Italia sia più il momento di uscire dall‘euro, anche perché per l’Italia ci sarà più spazio visto che l’asse franco-tedesco non è più così forte come prima. Il referendum sull’euro è una extrema ratio, che spero di non dover usare”, ha affermato il capo politico del M5s. Una posizione diversa da quella assunta lo scorso dicembre. Infatti, aveva detto che se si fosse arrivati a un referendum avrebbe votato per uscire, e nel marzo del 2017 aveva parlato alla stampa straniera affermando che se il suo partito fosse stato al governo avrebbe proposto un referendum consultivo sull’argomento, spiegando anche il meccanismo con cui avviare la consultazione.

 

 

“Il movimento 5 stelle è aperto a tutti”

Di Maio ha parlato anche dei possibili risultati delle elezioni e di come vuole rafforzare il M5s: “Per gli uninominali individueremo persone del territorio che siano capaci di fronteggiare gli avversari. Questo significa anche dare opportunità a persone che lavorano nella scuola, nelle associazioni, ad imprenditori, di partecipare a questo percorso. Noi abbiamo rafforzato le regole e questo arricchirà il nostro gruppo”. E specifica: “I partiti stanno individuando i candidati a tavolino, noi stiamo facendo una selezione pubblica e stiamo individuando le migliori menti. Chi vuole candidarsi nei proporzionali fa le parlamentarie. Per chi vuole candidarsi nei collegi uninominali, sempre rispettando le regole e i valori del Movimento, come capo politico avrò la possibilità di individuare le persone sul territorio”. E spiega poi alcuni temi per l’eventuale governo a cinque stelle: l’introduzione in Costituzione del vincolo di mandato per i parlamentari, un programma di investimenti ad alto deficit, con grandi opere e il reddito di cittadinanza, grazie al quale «nessuno sarà mai più sotto la soglia di povertà».

 

 

 

 

Situazione rifiuti: “Governatori Pd usano Roma per campagna elettorale”

Non cessa la discussione sulla situazione dei rifiuti della Capitale amministrata da Virginia Raggi, difesa dallo stesso Di Maio: “La regione Emilia ha un costo di 180 euro a tonnellata, l’Abruzzo di 150 euro a tonnellata. Noi per far risparmiare i romani scegliamo la Regione che ha meno costi. I presidenti di Emilia-Romagna, Abruzzo e Lazio sono dello stesso partito, usano i romani per la campagna elettorale, stanno maliziosamente rilasciando interviste e temporeggiando per la campagna”, afferma.

Flavio Sabbatini