Aggressione Ostia: chiesto il rinvio a giudizio per Spada

 

Il pm della procura di Roma Giovanni Musarò ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Spada, fratello del boss di Ostia, Carmine, e del suo presunto complice Ruben Nelson Alvez Del Puerto.

I due sono accusati di lesioni e violenza, con l’aggravante del metodo mafioso. I fatto risalgono allo scorso 7 novembre, quando Piervincenzi e Anselmi furono picchiati brutalmente perché «facevano domande sui legami tra il clan mafioso di Ostia e CasaPound». A questa domanda, come era scritto nel decreto di fermo dell’aggiunto Michele Prestipino e del pm Giovanni Musarò, Spada aveva reagito «ostentando in maniera evidente e provocatoria una condotta idonea ad esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e quella conseguente intimidazione propria delle organizzazioni mafiose». L’aggravante del metodo mafioso deriva, secondo gli inquirenti, dal contesto in cui l’aggressione è avvenuta e, soprattutto, dalla platealità con la quale Spada avrebbe voluto dare una prova di forza sul “suo” territorio.

Con lui era intervenuto anche Del Puerto, che secondo le testimonianze dei giornalisti «colpì per primo Anselmi». Spada, infatti, arrivò in un secondo momento. Tutti ricordano il video della brutale aggressione, in particolare il momento in cui Spada, durante l’intervista, sferrò una testata a Piervincenzi fratturandogli il setto nasale. Poi, insieme al complice, inseguì i due giornalisti colpendoli con un bastone, provocando anche un trauma cranico al cameraman. Un gesto improvviso, contro l’inviato di Nemo, che finì nei telegiornali di mezzo mondo.

Le esigenze cautelari si legge ancora nelle carte: «Sono le stesse sia per Roberto Spada sia per Alvez del Puerto». I due sono stati arrestati e ora si trovano nei carceri di massima sicurezza, Spada – difeso dall’avvocato Angelo Staniscia – in quello di Tolmezzo in provincia di Udine; mentre del Puerto – difeso dall’avvocato Luigi Tozzi – in quello di Nuoro. L’udienza preliminare nella quale si deciderà sul rinvio a giudizio è fissata per il prossimo 23 gennaio davanti al gup Maria Paola Tomaselli.