New York, oltre mille voli annullati al “JFK”, causa tormenta

Tra giovedì e venerdì scorsi sulla città di New York sono caduti più di 35 centimetri di neve, che ha impedito anche il regolare volo degli aerei, nei tre principali aeroporti della città. Si stima che tra giovedì e domenica sono stati cancellati 6 mila collegamenti (nazionali e internazionali) a causa del gelo. Un esempio del caos che sta invadendo gli aeroporti arriva dai jet provenienti dall’Italia, che sono stati dirottati a Montreal e Boston; come il volo Alitalia del 4 gennaio scorso partito da Malpensa che è stato fatto atterrare a Montreal, in Canada. Un velivolo di Japan Airlines prima è stato fatto atterrare a Chicago, poi autorizzato ad andare a New York, quindi indirizzato a Boston. Altri jet sono stati fatti rientrare, oppure atterrare a Washington. Anche chi è riuscito ad arrivare alla Grande Mela, ha sostenuto ingenti ritardi che hanno causato disagi di vario genere come lamenta Sharon Moncrieff, una passeggera in attesa delle proprie valigie: “siamo atterrati alle 23.00, abbiamo aspettato a bordo fino alle 3.30 e abbiamo potuto lasciare il terminal soltanto alle 9.00 e senza le nostre cose”; oppure un altro passeggero denuncia su Twitter:” il mio volo è atterrato alle 21.15, ma ci hanno fatto scendere soltanto alle 1.40 di notte e i bagagli sono arrivati alle 3.45″. Non è ancora chiaro se si interverrà mediante una “class action” cioè una causa collettiva, le norme statunitensi prevedono contro le compagnie multe fino a 27.500 dollari per passeggero se questi vengono fatti restare troppo a lungo in pista; almeno tre ore per i voli domestici e quattro per quelli internazionali. La situazione dovrebbe evolversi positivamente a partire da oggi, stando al parere delle autorità, anche se ieri sera il Terminal 4 è stato chiuso a causa di un allagamento e pertanto alcuni voli, inclusi quelli partiti da Roma e Milano, sono stati dirottati a Boston.

Si indaga  soprattutto nei confronti dei vertici di Port Authority, la società che gestisce i tre grandi scali di New York (JFK, LaGuardia e Newark), ma anche nei confronti delle compagnie aeree che, secondo diversi esperti, non avrebbero dovuto far partire i loro aerei verso la Grande Mela a causa della tormenta che ha portato a far sì che gli aerei rimanessero bloccati in pista o venissero dirottati altrove. FlightAware è il sito che rende possibile rintracciare gli spostamenti dei velivoli negli Usa e ne calcola circa 4300 fra quelli cancellati giovedì, più di 1500 venerdì, (un migliaio da e per la città americana). Circa tre giorni dopo che la bufera ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti, lo scalo John F. Kennedy di New York, uno dei più importanti del mondo, verte in una condizione di disordine fra i centinaia di voli da smaltire e migliaia di turisti in attesa di raggiungere la loro destinazione. Una parte di questi, è stata mandata negli hotel adiacenti, ma molti altri sono rimasti all’interno della struttura, al punto che è stato necessario chiudere il terminal 1, per l’abbondanza di viaggiatori. In merito a quanto accaduto, si pronuncia Jason Rabinowitz, esperto d’aerei, anche lui incredulo e destabilizzatto di fronte e tanto disordine:” quello che succede all’aeroporto JFK è una vicenda senza precedenti”.