Iran, rivolta finita nel sangue.

E’ di poche ore fa la notizia riportata dall’Ansa che la protesta iniziata giovedì scorso, è stata definitivamente sedata. Almeno questo è quello che ha affermato il comandante dei Guardiani della rivoluzione, i Pasdaran, generale Mohammad Ali Jafari.

Ma perchè era scoppiata questa protesta? Il motivo ufficiale è stato il carovita, ma Ahmad Rafat, attivista per i diritti umani e giornalista iraniano con una lunga carriera ad Adnkronos International, ha affermato che i motivi potrebbero essere anche associati al diffuso malcontento per il generale stato di arretratezza che attanaglia l’Iran, con il 47% della popolazione sotto la soglia di povertà e una disoccupazione al 22,5%, a cui il governo non è stato capace fino ad ora di rispondere. Neanche il ritiro delle sanzioni e l’accordo sul nucleare hanno portato quei benefici in termini economici sperati dal governo di Teheran.

Le proteste di piazza iniziate nella città di Mashhad, città molto conservatrice, hanno portato al conto finale di venti morti e centinaia di feriti, nonostante gli appelli del presidente Hassan Rouhani alla calma. Dietro di esse, oltre ai già citati motivi economici, disoccupazione e analfabetismo, esponenti del governo iraniano hanno insinuato l’ipotesi di che dietro possa esserci l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad,pur non nominandolo apertamente, come testimoniato dalle parole di Mohammad Ali Jafari. “Tutto è avvenuto dopo un appello di un sito affiliato a una persona che oggi parla contro il sistema islamico”, ha detto l’alto responsabile iraniano.

Sulla questione ovviamente non poteva mancare l’intervento del presidente degli Sati Uniti, Donald J Trump, che in alcuni tweet ha criticato l’accordo stretto dalla precedente amministrazione Obama con lo Stato iraniano e ha continuato dicendo che l’Iran sta fallendo su tutti i fronti e che è tempo di cambiare. Di poche ore fa invece l’ultimo tweet con il quale ha affermato come a tempo debito gli USA daranno il loro appoggio per questo cambiamento.

Oggi, nonostante l’escalation di violenza dovute alle proteste che hanno coinvolto varie città dell’Iran, i media del Paese hanno diffuso immagini e riprese di manifestazioni a favore dell’ayatollah Alì Khamenei,  con i partecipanti che innalzano cartelli con la fotografia della Guida suprema e sventolano bandiere iraniane.

La televisione di stato ha diffuso in diretta le immagini delle manifestazioni in varie città tra cui Qom, capitale religiosa dell’islam sciita in Iran, Ahvaz nel sud-ovest,o Arak nel centro.

Le manifestazioni sembrano essere state completamente spontanee: non c’è stata una leadership e gli stessi partiti politici iraniani stanno avendo grandi difficoltà a prendere una posizione. Alcuni politici e religiosi hanno anche  chiesto un dialogo con i manifestanti. I manifestanti sono stati soprattutto giovani e persone molto povere, che vivono in provincia o in città medio-piccole. Questo ha rappresentato una sostanziale differenza con la rivolta del 2009, partita dal ceto medio. Persone che abitavano soprattutto nelle grandi città come Teheran e che erano vicine ai riformisti.

Claudio Guiducci