Mattarella scioglie le camere, il 4 marzo si vota

Dopo i vari colloqui al Quirinale, il capo dello Stato ha firmato il decreto presidenziale di fine legislatura.

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Fine ufficiale della XVII legislatura. il presidente Mattarella ha sciolto le Camere. Dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Una lunga e intensa giornata è stata quella affrontata dal presidente della repubblica italiana. Dopo un primo incontro con Gentiloni, giunto una prima volta intorno alle 15 al Quirinale, è poi salito al Colle il presidente del Senato Pietro Grasso e, dopo di lui, la presidente della Camera Laura Boldrini. Al termine di questi incontri  il capo della Stato ha potuto firmare il decreto di scioglimento del Parlamento, che è stato controfirmato poi  dal premier uscente.

Gentiloni, dopo aver fatto un bilancio dell’attività di governo, nella conferenza di fine anno, ha dichiarato: ‘Il Paese si è rimesso in moto, continueremo a governare. La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra”. “Il governo non tira remi in barca, governerà- ha aggiunto il premier -. Ora ci affidiamo a Mattarella, grazie per il ruolo garante”.

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Sullo Ius Soli, il premier ha detto: “Il modo migliore per archiviare lo Ius soli per molti anni sarebbe stato quello di farlo bocciare. Sono convintissimo dell’importanza di questa norma, vi assicuro che da parte del governo non ci sono mai state incertezze, purtroppo c’era la certezza sulla mancanza dei numeri”. Per Gentiloni, “non c’è dubbio che in Italia abbiamo una sinistra di governo, e credo che possa svolgere un ruolo al servizio di questo Paese anche in futuro, poi saranno i numeri a decidere in che misura ciò possa accadere”.

Un Consiglio dei ministri lampo ha subito deliberato la data delle prossime elezioni politiche, ed è stata confermata la data del 4 marzo come da tempo ipotizzata. Poi il  23 marzo le Camere saranno riunite dopo le elezioni per la prima seduta che servirà a eleggere i rispettivi presidenti. Annullate così le possibili trame di rinvio ipotizzate sia dalla Lega che dal M5s.

La 17esima legislatura quindi giunge al termine: Al presidente della Repubblica “spetta il ruolo di regia”, ma fino alle prossime elezioni il Governo “non tirerà a campare” e governerà “nei limiti fissati dalla Costituzione e dalle leggi”, conclude Gentiloni.