“Persona dell’anno”: Time premia le donne

Sono donne che hanno rotto il muro del silenzio e hanno denunciato le molestie sessuali. La celebre rivista statunitense le nomina “persona dell’anno” 2017.

Dopo celebrities, icone del cinema ed influenti uomini politici, ad occupare la copertina del Time, ci sono le donne. Sono le “Silence Breakers”, le <<persone che hanno rotto il silenzio>>, la cui rabbia collettiva ha portato a risultati <<immediati e scioccanti>>. Dal 1927 il magazine assegna il premio a uomini, donne o gruppi di persone che con la forza delle loro idee, si sono contraddistinti nel corso dell’anno, e sono stati in grado di guadagnare l’interesse e l’adesione dell’opinione pubblica. L’hashtag #MeToo, lanciato sui social dall’attrice Tarana Burke, è diventato idea, poi un vero e proprio movimento di lotta contro gli abusi. <<Se tutte le donne molestate sessualmente o violentate scrivessero “ Me Too” come status, potremmo dare alle persone un senso della vastità del problema>>, questo il messaggio dell’attrice, condiviso almeno un milione di volte in meno di 24 ore. Una rivoluzione, quella portata avanti dalle donne, che come tutti i grandi cambiamenti sociali, è partita da singoli atti di coraggio. Cinque le donne sulla nuova copertina del settimanale, in rappresentanza delle tante che hanno avuto il coraggio di raccontare: Ashley Judd, la prima a denunciare il produttore cinematografico Weinstein. Susan Fowler, l’ingegnera di Uber che sul suo blog raccontò delle molestie subite sul lavoro. E ancora Isabel Pascual, Taylor Swift e Adama Iwu. <<La galvanizzante azione delle donne che abbiamo voluto in copertina, insieme a quella di centinaia di altre e anche a quella di molti uomini, hanno scatenato uno dei più veloci cambiamenti culturali degli anni sessanta ad oggi>>, ha detto il direttore della rivista Edward Felsenthal. Al secondo posto della classifica si piazza il presidente americano Donald Trump, al terzo il presidente cinese Xi Jinping. A seguire, il procuratore Robert Mueller e il leader nordcoreano Kim Jong un.