Fake news, una minaccia per la democrazia

ROMA –  Bufale, fake news, troll, profili e siti falsi. Sono solo alcune modalità con cui viene manipolata l’informazione online. Nell’ultimo anno sono 30 i governi che hanno utilizzato queste forme di disinformazione per compromettere l’opinione pubblica e le elezioni politiche.

La conferma arriva dal rapporto realizzato da “Freedom house”, un organizzazione non governativa internazionale con sede a Washington, finanziata in parte da soggetti privati e per il 30% dal governo americano, che con i suoi 70 ricercatori ha analizzato il problema in 65 Paesi prendendo in esame il periodo giugno 2016-maggio 2017 .

«Ben 32 Nazioni hanno registrato un calo della libertà durante il periodo analizzato. I Paesi dove si è registrata la più alta manipolazione- censura sono Ucraina, Egitto e Turchia. Ma nella lista spiccano anche Russia, Francia, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti, Germania, Messico, Brasile, Filippine, Pakistan, Arabia Saudita, Thailandia, Venezuela, Marocco, Ucraina, Ecuador, Ungheria e Filippine. I governi stanno aumentando marcatamente gli sforzi per manipolare l’informazione sui social, minando la democrazia, danneggiando la capacità dei cittadini di scegliere i propri leader sulla base di notizie vere»

La disinformazione nemondo e in Italia

I paesi dove è aumentata la disinformazione sono passati da 23 a 30 in un anno e la manipolazione è stata determinante durante le elezioni di 18 stati. In Russia e in USA la manipolazione viene sfruttata per promuovere i propri interessi all’estero, mentre nelle Filippine vengono utilizzati falsi commenti per poter mostrare un apparente sostegno popolare alla campagna contro la droga varata dal presidente Rodrigo Duterte.

In Turchia si contano circa 6000 utenti ingaggiati per contrastare i dissensi contro Erdogan. Diversi invece gli stati che hanno interrotto la connessione per evitare dirette e commenti sui social durante le proteste, tra cui Bielorussia, Bahrein, Azerbaigian e Ucraina. Anche l’Italia viene segnalata per la presenza di fake news nell’Europa occidentale, come riporta Sanja Kelly, direttrice del progetto Freedom on the net.

«I governi stanno utilizzando i social media per sopprimere il dissenso e far progredire un’agenda antidemocratica».

Le fake news in Italia sono tutt’oggi un argomento ampiamente discusso nelle istituzioni. Il 70% degli italiani, come ha rilevato l’Osservatorio NEWS-ITALIA, si informa tramite i social, e il 53% ha affermato di non credere a ciò che viene divulgato su internet.

A commentare la questione anche la presidente della Camera Laura Boldrini, recentemente vittima di false notizie diffuse dagli haters, che ha avviato il progetto “I dieci comandamenti dell’era digitale” per circa 8000 studenti.

«Le fake news instillano gocce di veleno nella nostra quotidiana dose di web e noi finiamo per esserne infettati senza nemmeno accorgercene. È semplicemente una cosa giusta dare ai ragazzi la possibilità di difendersi dalle bugie. Il Paese si prepara a tenere, all’inizio del prossimo anno, le elezioni politiche, ed è divenuto terreno fertile per gli inganni di carattere digitale. Il governo ha il dovere di insegnare alle giovani generazioni di elettori italiani come difendersi contro le falsità che giocano sulle loro paure».

La democrazia risulta minacciata dalla disinformazione. Per rendere efficiente la divulgazione di notizie, i governi democratici devono curare le campagne elettorali rendendole chiare e trasparenti anche online, mentre le aziende tecnologiche dovrebbero rivedere gli algoritmi usati per la veridicità delle notizie, disattivare profili falsi e contrastare gli haters della rete.

di Flavio Sabbatini