Italia, scegli il tuo futuro: Russia o Russa

 

 

Stasera ore 20.45 a San Siro l’Italia affronterà la Svezia, gara fondamentale per la qualificazione al prossimo mondiale di Russia 2018. Gli azzurri ormai non hanno più margine d’errore dopo la sconfitta per 1-0 maturata nel match d’andata nella capitale svedese.

E’ il momento del dentro o fuori, mai come questa volta rischiamo di perdere la manifestazione calcistica internazionale più importante, quei mondiali che ci hanno visto per ben quattro volte vincitori e sempre tra le fila dei pretendenti alla vittoria finale.

L’ultima volta che l’Italia non è riuscita ad ottenere il pass per le fasi finali era il lontano 1958, prima e unica volta che ci ha visto esclusi dai mondiali, giocatosi guarda caso proprio in Svezia.

Al 1992 risale invece l’ultima estromissione dagli Europei, anche quelli disputati incredibilmente in terra svedese.

Nel 2017 torna a farci visita l’incubo svedese, una nazionale qualitativamente modesta, priva della sua stella Zlatan Ibrahimovic, rimpiazzato però da un sorprendente spirito di gruppo, tenacia e malizia calcistica, aggettivi oggi sconosciuti al gruppo azzurro.

Ed infatti sul banco degli imputati è finito in primis il condottiero di questi ragazzi, il Ct Giampiero Ventura, allenatore sicuramente d’esperienza ma non in campo internazionale e dimostratosi incapace di reggere alla pressione che grava sulle spalle dell’allenatore della nazionale italiana.

Fin dai primi momenti Ventura ha dimostrato di non riuscire a trovare un’idea di gioco che calzasse a questa squadra, ostinandosi su modelli di gioco a lui cari ma esplicitamente non redditizi. Se da un lato è innegabile che la selezione azzurra non disponga più di fenomeni paragonabili a quelli di un decennio fa è altrettanto vero che la qualità attuale è indiscutibilmente superiore alle varie avversarie  incontrate fin’ora e sconfitte con immane fatica quali Macedonia, Israele e Albania.

Le polemiche ormai da tempo investono Ventura, la federazione e il suo presidente Carlo Tavecchio, reo di non favorire la crescita delle nuove generazioni italiane rimpiazzate troppo spesso da calciatori stranieri sconosciuti ma  che costano ampiamente meno alle società. Queste problematiche sono senza dubbio reali e giustificate, ma in un momento del genere assolutamente inutili. L’italia deve puntare esclusivamente sulle forze di cui dispone attualmente, centrare l’obiettivo e non cercare alibi.

Alibi che Ventura ha subitamente cercato alla fine del match d’andata, la presunta motivazione era la vecchia scusa dell’arbitro, ma il risultato suo e dell’Italia è stata una figura a dir poco becera. Una squadra impostata con l’assurdo 4-2-4 dovrebbe quantomeno risultare offensiva, la partita ha invece raccontato di zero azioni da goal italiane e un paio di tiri in porta su episodi casuali. Oltre ad una mancanza evidente di organizzazione tecnica cosa ancor peggiore appare l’atteggiamento dei giocatori, indisponenti e poco consapevoli di indossare una maglia così gloriosa.

Ma probabilmente in questo momento anche le nostre polemiche e analisi lasciano il tempo che trovano,verrà il momento di discussioni, esoneri e  rivoluzioni, ma oggi non sono rilevanti, cosi come non lo sono né il modulo né il gioco, oggi serve soltanto una vittoria, non con le polemiche ma con due gol di scarto.