Uno sfratto tutto al femminilie per la Casa internazionale delle Donne

Sembra un paradosso, ma non lo è. La Casa internazionale delle Donne rischia lo sfratto dal primo sindaco donna della Capitale.

Una doccia fredda per la Casa Internazionale delle Donne, l’8 novembre scorso è arrivato un avviso di pagamento di 800 mila Euro da parte del Comune di Roma.

Tempo limite 30 giorni, altrimenti scatterà la “misura coattiva” per l’ex complesso del Buon Pastore.

Ma che cosa è la Casa internazionale delle Donne? 

Uno dei luoghi storici dei diritti civili a Roma, simbolo del movimento femminista italiano, pilastro della battaglia per i diritti delle donne.

Nata nel 1976 in via del Governo Vecchio, trasferita poi in via della Lungara 19.
La struttura è un centro che coniuga iniziative culturali e sociali, ospita numerose associazioni che si occupano di
sostenere le donne in difficolà, attraverso aiuti legali, psicologici, di accoglienza e orintamento al lavoro.
Servizi utili socialmente contornati da creatività femminile a tutto campo, organizzando inoltre convegni, dibattiti e incontri di carattere internazionale.

Riguardo questa spigolosa vicenda le parti politiche si scontrano, con governo e opposizioni della capitale che si accusasano a vicenda.

Gemma Guerrini consigliera di Roma Capitale sul debito da la colpa alle precendi amministrazioni:

“Il lassismo delle precedenti amministrazioni ha contribuito a generare una situazione molto critica, che oggi è arrivata a produrre un debito monstre da parte del Consorzio Casa Internazionale delle Donne.”

Mentre l’ex consigliera di Roma Capitale e attuale Senatrice Monica Cirinnà famosa per le sue battaglie per i diritti civili  difende la ” casa delle donne “,  sottolineando che nemmeno con Alemanno si era arrivati a tanto e che si poteva aprire una finestra di negoziato prima di passare per lo sfratto coatto:

” Quando io ero in Campidoglio con Alemanno, nonostante fossi in minoranza, avevamo quasi chiuso l’accordo. Prima di arrivare a questo doloroso sfratto, si poteva negoziare e fare quello che io ho fatto alla Casa per tanti anni, cioè spalmare il debito, in modo da non considerarlo una morosità per sfrattarle.”

Anche i sindacati con il il Coordinamento donne della Cgil di Roma e del Lazio si pongono in prima linea, attaccando duramente il possibile sfratto messo in atto dal Comune di Roma. Sostenendo come questa scelta sia un vero e proprio attacco alle donne.

” Lo sfratto della Casa internazionale delle donne è un’ennesima violenza dulle donne…siamo con tutte colore che si impegneranno per salvare la casa. Siamo certi che il 25 novembre sarà fondamentale presidiarla con un’azione simbolica che sarà l’inizio di una lotta per respingere lo sfratto e trovare una soluzione”

 

In uno scacchiere dove le pedine sono avvisi di pagamento e scontri politici, aspettiamo la prossima mossa.

Nel frattempo oggi alle h.18 si terrà l’assemblea cittadina, mentre le donne twittano #lacasasiamotutte e spargono la voce raccogliendo firme su change.org

http://www.casainternazionaledelledonne.org/index.php/it/home