Concorsi universitari truccati

Coinvolte le università di mezza Italia

E’  partito tutto dall’università di Firenze. E’ stata la denuncia di un ricercatore fiorentino a far uscire lo scandalo, Philip Laroma Jezzi. L’uomo, ai microfoni dell’emittente tv “italia 7” ha poi dichiarato : “In Italia – ha aggiunto – non c’è assuefazione a certi malcostumi. Sono contento che le persone si indignino: ci sono finanzieri che lavorano seriamente e magistrati che lavorano seriamente e che credono che anche cose comunemente accettate come il malcostume nell’università debbano essere censurate, nè più nè meno come altri reati il cui disvalore si capisce con più immediatezza”. “Cosa dirò agli studenti? Ho già detto tutto: ho fatto lezione finora…”. E se pensano che tutto sia truccato? “Sbagliano, assolutamente. Non è vero. Non è così – risponde il docente – l’università è piena di persone in gamba e quella di Firenze in particolare. L’ateneo fiorentino non ha nulla a che vedere in quanto istituzione con questa vicenda”. E adesso la vita cambia? “Spero di no”. Rifarebbe tutto? “Assolutamente, certo”. Sono 59 le persone indagate, 7 i professori agli arresti domiciliari, 22 quelli sospesi dall’insegnamento per un anno. Enorme la mole di materiale sequestrato, in gran parte informatico, da analizzare. Contenuti di pc e scambi di email tra le persone coinvolte nella concessione di abilitazioni universitarie in base a favoritismi e non a meritocrazia. Il rettore dell’università di Firenze si definisce parte lesa, inoltre promette collaborazione nelle indagini. Il ministero dell’istruzione sta pensando a come rendere più trasparenti i concorsi, l’idea potrebbe essere l’introduzione di commissari esterni che garantiscano la correttezza delle selezioni.