Il Messico torna a tremare

Oltre 200 le vittime, si scava ancora tra le macerie

Alle 13, 14 (ore locali) una scossa di 7.1 della scala Richter è tornata a scuotere nuovamente il Messico. L’ipocentro a 72 km di profondità è stato individuato nella località dello stato di Morelas, la scossa si è propagata per una vastissima area colpendo moltissimi stati. E’ di almeno 227 il bilancio delle vittime, di cui 26 bambini morti nel crollo della scuola ‘Enrique Rebsamen’ di Città del Messico. Un numero che potrebbe salire nel corso delle prossime ore, si teme che possa arrivare a 1000. Il 9 settembre il paese era stato già colpito da un sisma più violento 8.2, che ha ucciso 98 persone. Oggi la drammatica coincidenza, 32 anni fa lo stesso cataclisma provocò 10000 vittime. Subito sono arrivate le parole del sindaco Miguel Angel Mancera che ha disposto lo stato di emergenza della capitale. Il primo cittadino ha poi dichiarato “la priorità ora è di  continuare ad estrarre le persone bloccate sotto le macerie e curare i feriti” . Numerosissimi sono i volontari che con qualsiasi mezzo, spesso anche a mani nude, cercano di dare una mano. Molti stanno usando i social media per segnalare i palazzi danneggiati o persone che hanno bisogno di aiuto. Informazioni che vengono monitorate dalla protezione civile. Nonostante il Messico abbia visto qualche giorno prima un terremoto più forte, l’impatto di questo è stato più violento avendo colpito una zona molto più densamente abitata. Gli edifici erano per lo più fatiscenti o abusivi, si sono sgretolati su loro stessi.  Il sisma ha provocato un imponente black out che interessa il 40% del paese e il 60% dell capitale, Città del Messico.