New York, giornata di ricordi, lacrime e speranza: 16 anni fa la tragedia delle Torri Gemelle

Che cosa stavate facendo l’11 settembre del 2001? A parte i più piccoli, tutti sapranno correttamente rispondere a questa domanda. Nonostante siano passati 16 anni, nonostante il fatto che molte cose sono cambiate da quel giorno. Non troverete difficoltà nel ricordare quei momenti perché quel giorno ha segnato la storia di tutti noi, ha chiuso un capitolo e ne ha riaperto un altro, ha cambiato la nostra vita quotidiana e la politica internazionale, non di uno stato o di un continente, ma del mondo intero.

Sembrava una mattinata di ordinaria tranquillità, un martedì soleggiato di fine estate come tanti altri a Manhattan, quando dopo essere stato dirottato da un gruppo di terroristi, il volo American Airlines 11 si schiantò contro la Torre Nord del World Trade Center alle 8:46. Da qui le prime fiamme, le prime grida strazianti e le prime persone che pur di non morire bruciate decisero di gettarsi nel vuoto. Tutto sembra un inferno, la Torre che comincia a prendere fuoco, i primi cedimenti, giornalisti di tutto il mondo che in un attimo accorrono nelle vicinanze. La tragedia però non era finita: alle 9:03 il volo United Airlines 175 “buca” la Torre Sud. Un altro aereo pieno di innocenti si polverizza all’impatto, il terrore aleggia fra le strade, nessuno si sente al sicuro. Seguirà poi un altro dirottamento aereo verso il Pentagono, che causerà la distruzione di una parte di esso grazie all’impatto e al successivo incendio, e lo schianto di un quarto aereo in un campo a  Shanksville, in Pennsylvania, alle 10:03.

A 16 anni dalla strage delle Torri Gemelle, in cui morirono 3000 persone e ne vennero ferite più del doppio, New York piange le vittime di quel giorno crudele. Tra le vittime anche poliziotti, vigili del fuoco e addetti all’ordine, che nel tentativo di salvare il salvabile, persero loro stessi la vita.

Come ogni 11 settembre da 15 anni, anche oggi al tramonto le Torri di Luce illumineranno la notte di Manhattan al posto delle strutture scomparse per non dimenticare ciò che è accaduto, e per trasmettere speranza alle persone che quel giorno persero tutto, famiglia, lavoro e quotidianità.