Un’intervista a Danilo Petrucci, in attesa della seconda parte di campionato

Danilo Petrucci, classe 90 originario di Terni. E’ lui la rivelazione di questa prima parte del moto mondiale. Lo abbiamo incontrato in pista mentre si allenava in previsione della seconda parte di campionato che riprenderà a Brno il 6 Agosto dopo la pausa estiva. Dal 2012 corre in Moto Gp, quest’anno con la Ducati Pramac sembra aver trovato una marcia in più ottenendo ottimi piazzamenti. “Con la Ducati, afferma, devi stare attento a quello che dice lei, non quello che pensi tu”.

Come è nata la tua passione per le moto?

La passione per le moto sinceramente non so come è nata. Il mio papà andava in moto, le ho sempre viste dentro casa e fin da quando ero piccolo ricordo che mi piacevano. O in casa o in televisione ero sempre a guardare le moto.

Nella tua carriera hai saltato i due step della moto 3 e moto 2..

Per arrivare in Moto Gp solitamente si fa quella di strada, io non ho potuto fare quella per tanti motivi. La vecchia 125cc che c’era prima della moto 3 costava molto, e cominciare anche nel campionato italiano era difficile perché ci volevano molti soldi. Cosi ho cominciato dalle Seicento, da li a pochi anni abbiamo scoperto che anche la moto 2 sarebbe diventata seicento. Da li ho preso un po più di grinta, perché ho pensato non fosse poi lontanissima. In moto 2 poi non ce l’ho mai fatta ad andare e sono arrivato direttamente in moto Gp. Con una moto artigianale, ma è stata una bella fortuna che in quell’anno hanno aperto il regolamento all’utilizzo di motori derivati dalla serie. Così che tanti telaisti e tanti team manager si sono messi a fare una moto per conto proprio. Tra loro anche Giampiero Sacchi che fece questa moto con motore Aprilia e scelse me. In quell’anno stavo combattendo per vincere il mondiale nella super stock 1000, avevo già vinto il campionato italiano, ma facevo già anche il collaudatore della Ducati e quello probabilmente mi ha aiutato per la candidatura. All’epoca era una moto impossibile,andava molto piano e soprattutto non c’era sviluppo, molto complicata.

Col senno di poi, un fattore negativo o positivo?

Saltare  le due categorie per alcuni casi è stata una sfortuna perché mi sono ritrovato in Moto Gp con dei piloti che andavano molto forte e con moto competitive. Probabilmente in moto 3 e moto 2 avrei trovato quelli della mia età, con la mia stessa esperienza. Sarebbe stato più facile crescere. Alla fine mi mancano delle finezze rispetto i piloti che sono nati sulle moto da gran premio, però ho altri pregi in ambiti diversi della guida che comunque mi aiutano. Mi manca un po’ di esperienza nelle moto da gran premio perché sono diverse dalle moto normali. Sono moto molto precise, nervose, parecchio complicate da portare al limite. Delle volte uso un po’ troppo l’irruenza piuttosto che la tecnica. Mi dimentico di fare la cosa più facile perché uso molta grinta, spesso sbaglio però è difficile cambiare lo stile di guida. Sto migliorando ma è sempre molto difficile arrivare in pista e trovare i piloti sempre forti, ti misuri sempre con gente che ne ha più di te e per batterli devi essere molto forte. Dall’altra parte però mi ha aiutato portare sempre moto quattro tempi e molto grandi. Venendo dal fuori strada in alcuni casi mi aiuta a guidare la moto con meno precisione ad esempio quando è bagnato, lì bisogna provarci un po’ di più, non sai quale è il limite.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

Siamo a metà stagione sono abbastanza contento della prima metà, nonostante nelle prime gare abbiamo faticato tanto. Però nella seconda metà dell’anno penso possiamo fare anche meglio della prima. Mi piacerebbe salire ancora sul podio e finire fra i primi dieci, il quinto non è lontano ma è Pedrosa. Recuperare punti sui primi cinque è dura.

Il punto di svolta possiamo dire è stato Le Mans?

Dopo Le Mans abbiamo avuto dei test, e la moto sembrava andare meglio. Perdevo molto tempo ai box, è una moto diversa dalle ufficiali e delle volte facevamo veramente fatica a farla funzionare. Il Mugello è stato il primo week-end dove non abbiamo avuto problemi, da li è cresciuta un po la moto e sono cresciuto io. E sempre molto difficile mettere insieme un buon week-end devi far bene nelle qualifiche e in gara. Le gomme di quest’anno sono molto delicate, devi essere molto bravo a gestirle.

Nel 2019 punti alla Ducati ufficiale…

Si, mi piacerebbe. Conta tutto l’anno prossimo. Chiaramente avere un posto nella squadra ufficiale cambia un po’ tutto, sia come supporto che come lavoro. Ci sono molte più persone che lavorano con te in pista.

Dovizioso o Lorenzo ti piacerebbe trovare…

Mi piacerebbe avere la moto, poi chi c’è affianco non mi interessa più di tanto.

Dopo la gara in Argentina Dovizioso ha detto che ha un buon rapporto con te e ti avrebbe parlato, ma ha anche detto che a te non sarebbe importato molto…

Non mi è venuto a chiedere niente, anche perché non posso far cadere qualcuno che neanche ho visto, lui mi stava dietro. In quella fase diversi piloti mi hanno sorpassato, nessuno si è lamentato, solo lui che non mi ha passato. Se dovizioso è andato lungo per passarmi ed Espargarò l’ha tamponato mi dispiace, mi ha accusato di forzare un po’ ma alla fine penso che ognuno faccia ciò che vuole.

Il prossimo anno al tuo fianco sembra ci sarà Miller, cosa pensi di lui?

Miller è molto veloce, anche lui con la pioggia. E’ un pO’ incostante ma molto veloce, sarà sicuramente un osso duro. Anche perché il primo avversario è sempre il compagno di squadra. Sarà curioso vedere come si troverà in sella ad una Ducati, visto che è sempre stato in Honda.

Qual’è il ricordo più bello legato ad una gara?

Ricordo la prima gara di Cross che ho fatto dove ho doppiato tutti anche il secondo. Da quella gara lì ho deciso di tenere il numero nove. Mi diedero il nove perché non ce ne erano altri disponibili. La ricordo con piacere anche perché non avevo mai fatto una gara di Cross.

Domanda di rito. Chi vince il mondiale?

Secondo me lo vince Marquez. Vinales in dei casi è più veloce, Rossi anche, ma Marc è sempre li. Anche quando è messo male riesce a prendere punti, le gare dove è andato male ha fatto quarto, quinto. Le Yamaha faticano di più quando sono in difficoltà. Contro Vinales la vince un po’ di testa Marquez. Può succedere di tutto manca ancora metà campionato ma credo sia il favorito.