“Meno plastica, più Mediterraneo”: parte il tour di Greenpeace in Italia

La famosa nave Rainbow Warrior di Greenpeace arriva in Italia per promuovere la campagna “Meno plastica, più Mediterraneo”, volta ad incoraggiare e sensibilizzare le istituzioni, invitandole a prendere provvedimenti concreti e subitanei nei confronti di un problema troppo a lungo sottovalutato: l’inquinamento da plastica dell’ imprescindibile, splendido e fragile Mare Nostrum.

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Tempo di agire

L’ ardua missione, portata avanti da Greenpeace e dai suoi sostenitori, è partita ufficialmente il primo giugno scorso, quando cinquanta attivisti della nota organizzazione ambientalista hanno deciso di far sentire la propria voce durante la Conferenza sull’inquinamento marino da plastica del G20 a Brema (Germania).

Nel  lago adiacente al luogo dell’incontro internazionale, questo gruppo di ambientalisti ha formato la scritta “Act” (“Agite”) ed ha mostrato uno striscione con la scritta: “Per oceani liberi dalla plastica”.

 

“I mari del mondo stanno soffocando sotto 8 milioni di tonnellate di plastica e imballaggi usa e getta che ogni anno dalla terra finiscono nell’ambiente acquatico. Il problema dell’invasione della plastica sta rapidamente peggiorando e per risolverlo servono fatti concreti e scelte ambiziose, non parole. I potenti della terra riuniti al G20 hanno la responsabilità di guidare i Paesi versi questo cambiamento attraverso l’adozione di provvedimenti e soluzioni legalmente vincolanti. Per questo stiamo chiedendo ai governi di vietare le principali fonti di produzione della plastica che finisce in mare, come primo passo fondamentale per eliminare i prodotti usa e getta di plastica, tra cui gli imballaggi e le microsfere. Tutte le aziende e i produttori di questi materiali devono obbligatoriamente dotarsi di un “Sistema di Responsabilità Estesa del Produttore” (EPR) per contribuire a risolvere il problema. La plastica ha invaso la nostra vita quotidiana e ciò riflette la nostra cultura dell’usa e getta. Basti pensare ai prodotti monouso e agli imballaggi. Negli ultimi 50 anni e in particolare negli ultimi decenni, la produzione globale di plastica è cresciuta in modo esponenziale. Solo tra il 2002-2013 è aumentata del 50% circa, passando da 204 milioni di tonnellate a 299 milioni di tonnellate. Questo trend è destinato a superare i 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte all’anno, entro il 2020.” 

Queste sono le preoccupanti ma illuminanti parole di Serena Maso (Campagna inquinamento di Greenpeace Italia), divulgate sul sito dell’ organizzazione quasi un mese fa. 

 

Spiegate le vele

L’8 giugno, in concomitanza – non a caso – con la Giornata mondiale degli Oceani,  inizia il tour dell’imbarcazione verde. La nave parte dalla Spagna e giunge a Genova il 23 giugno. 

Proprio dal capoluogo ligure inizia, nella nostra penisola, il progetto per la salvaguardia delle acque del Mediterraneo: una campagna di sensibilizzazione che riconosce l’urgente necessità di ottenere il proprio scopo, prima di arrivare al tanto temuto punto di non ritorno. 

Il primo proposito degli attivisti che partecipano a questa spedizione di salvataggio è quello di raccogliere dati e testimonianze dirette sull’inquinamento da plastica che affligge i nostri mari.

“È un tour di ricerca organizzato con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università Politecnica delle Marche. […] i materiali di plastica rappresentano tra il 60 e l’80% dei rifiuti marini. Rifiuti o frammenti di plastica sono stati trovati anche nei fondali abissali tra 900 e 3 mila metri di profondità, nelle specie commerciali come tonno e pesce spada e in aree ecologicamente importanti e protette. Riciclare non basta, dobbiamo risolvere il problema alla fonte. L’Europa ha una grande responsabilità in quanto è il secondo produttore al mondo di plastica, utilizzata per lo più per la produzione di imballaggi usa e getta! Chiediamo al Ministro Galletti di garantire la graduale eliminazione della plastica usa e getta, compresi gli imballaggi. L’attuale revisione delle Direttive Ue sui rifiuti offre all’Italia e ai Paesi membri l’occasione di fare davvero un passo avanti contro l’inquinamento marino dovuto alla plastica. La plastica è ovunque e quella visibile ad occhio nudo rappresenta solo la punta dell’iceberg. Il mare soffoca, il momento di agire è ora.”

Con questa nota sul proprio sito, Greenpeace Italia rivolge il proprio messaggio alle istituzioni ed in particolare al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti

Messaggio in bottiglia (gigante)

Nella giornata di ieri, 26 giugno, in occasione dell’inizio dei negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione UE per la revisione delle Direttive sui rifiuti, dalla costa di Camogli (Genova) è stato lanciato un messaggio, tanto eloquente quanto originale, al Ministro Galletti.

Camogli, 24/6/2017. No plastic campaign.

Mega-bottiglie gonfiabili ed oggetti di plastica di grandissime dimensioni sono stati gettati in mare allo scopo di rendere il messaggio ancora più evidente ed incisivo, un’estremizzazione simbolica di grande impatto.

Camogli, 24/6/2017. No plastic campaign.

Il tour si sposterà – dopo la parentesi in Italia – in Croazia ed in Grecia, per finire, poi, sulle coste bulgare del Mar Nero. Tuttavia la Rainbow Warrior navigherà ancora le nostre acque nei prossimi giorni.

La prossima tappa sarà a Pozzuoli e la nave rimarrà ancorata al Molo Caligoliano del porto commerciale, e sarà visitabile il 30 giugno, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00, e il primo luglio, dalle 10:00 alle 16:00.

 

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La Rainbow Warrior e Greanpeace hanno dato il via ad una missione difficile da compiere ma, al contempo, fondamentale (come ogni piccolo o grande sforzo ambientalista) per la sopravvivenza del nostro mare, del nostro pianeta e della nostra vita.

Cose che – indaffarati dal consumismo usa e getta ed ingannati dalla morale amorale del capitalismo – con disarmante noncuranza, trascuriamo ogni giorno.

Una firma per la vita

In basso riportiamo il link dove poter apporre la propria firma a sostegno della causa, chiedendo al Ministro Galletti di schierarsi a favore del mare, del pianeta e della nostra vita:

http://bit.ly/2teeCSI

Credit: http://www.greenpeace.org/italy/it/

Alfredo Sconza