Operazione antimafia, chiusi oltre 30 locali a Roma

Maxi blitz dell’operazione Babylonia da 280 milioni di euro, 23 le persone arrestate

Questa mattina, dopo un blitz del Comando dei Carabinieri di Roma Capitale e Della guardia di finanza, sono stati sequestrati molti locali della movida romana. Tra questi, il locale “Macao” in via del Gazometro e la catena di locali “Babylon”, da dove deriva il nome dell’operazione. Due le bande sgominate, 23 le persone arrestate e 26 gli indagati. Secondo gli inquirenti, un primo gruppo è riconducibile a Gaetano Vitagliano, considerato figura di spicco nel settore del narcotraffico internazionale e vicino al clan camorristico degli «Scissioniti». Scarcerato nel 2011 e stabilito a Roma, avrebbe costruito un vero e proprio impero attraverso il riciclaggio e il reimpiego di denaro sporco. L’altra organizzazione, guidata da Giuseppe Cellammare, ex collaboratore di giustizia ritenuto negli anni ’90 elemento di spicco della «Sacra Corona Unita», operava a Monterotondo e sarebbe stata caratterizzata dall’estrema violenza ed estorsioni.

Sembra essere un imprenditore a fare da collante tra le due organizzazioni. Tramite le società, che usava come schermo, ripuliva i soldi guadagnati in modo illecito e li rinvestiva, ad esempio costruendo un complesso di 200 appartamenti a Guidonia. Sono stati coinvolti nelle indagini anche un notaio, alcuni commercialisti e quattro dipendenti di banca, di cui due arrestati. Con l’aiuto dei professionisti, immettevano il denaro sporco nelle sistema utilizzando società fittizie con terzi intestatari. Il Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, questa mattina in conferenza stampa ha ringraziato i Corpi dello Stato che tutti i giorni lavorano per rendere migliore la vita delle persone oneste, ricordando alcuni risultati della lotta alla criminalità in atto nella capitale. Sono 118 le misure cautelari eseguite dai carabinieri del Comando provinciale di Roma da aprile a oggi, a cui si aggiungono 582 chili di cocaina, 519 di hashish e 150 chili di marijuana sequestrati nello stesso periodo. A quanto reso noto, nel mese di giugno la guardia di finanza di Roma ha eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare ed effettuato sequestri di beni per 507 milioni di euro. «Queste cifre dimostrano la mia gratitudine verso tutte le forze di polizia che operano su Roma» ha detto Pignatone, ribadendo che «il contrasto alla criminalità organizzata è uno dei grandi problemi della città».