Attentato sugli Champs-Elysees

Voleva schiantarsi facendo esplodere le bombole di gas che aveva a bordo, ma non ci è riuscito. Dentro l’auto con cui l’attentatore si è lanciato contro la camionetta della polizia francese, sono state rinvenute munizioni e armi, incluso un kalashnikov. L’attentatore era nato ad Argenteuil vicino a Parigi nel 1985, era schedato come S: sigla riservata per i sospetti radicalizzati. In seguito al violento impatto il veicolo è andato in fiamme e solo dopo gli agenti hanno estratto il conducente dall’auto, tirato fuori ancora in vita è morto poco dopo in seguito alle ferite.

Secondo altre fonti si parla del ritrovamento di una carta d’identità all’interno dell’auto. Secondo questi documenti l’uomo era originario di Gennevilliers, nel Hauts-de-Seine. Sempre secondo l’emittente l’uomo avrebbe dato fuoco all’auto prima di urtare il furgoncino della polizia. Secondo alcune ricostruzioni, l’attentatore ha superato il furgone sulla destra prima di lanciarvisi contro e a quel punto si è scatenato l’incendio. Mediante un tweet la prefettura della capitale francese ha invitato abitanti e turisti ad evitare l’area, per motivi di sicurezza è stata chiusa la fermata metro Champs-Elysées Clemenceau. Dopo circa un’ora un altro tweet, le forze dell’ordine hanno fatto rientrare l’allarme: “Situazione sotto controllo, non ci sono feriti né tra i civili né tra le forze dell’ordine”.

Mercoledì prossimo il ministro dell’Interno francese Gérard Collomb presenterà “in consiglio dei ministri una legge per prolungare” di nuovo “lo stato di emergenza” che scadrà il 7 luglio. “Nello stesso tempo- ha specificato- proporremo una legge che permetterà di uscire da questa emergenza, mantenendo delle condizioni di sicurezza elevate. La francia ha bisogno dello stato di emergenza”.