Nuovo missile della Corea del Nord, Trump trema

Ancora allarmi bellici, ancora prove di lanci. Il nuovo missile messo in atto dalla Corea del Nord si è inabissato questa mattina tra le isole di Oki e Sado, nella zone di sfruttamento economico esclusivo del Giappone. Il lancio sarebbe avvenuto, secondo l’agenzia Yonhap, dalla città costiera nordcoreana orientale di Wonsan e avrebbe volato circa per sei minuti, percorrendo una distanza di 450 chilometri prima di cadere. Si è tratterebbe di un “missile balistico a corto raggio” di tipo Scud, nuova frontiera delle armi belliche. Nell’ultimo periodo Pyongyang sta conducendo test a un ritmo senza precedenti nel tentativo di sviluppare un missile balistico intercontinentale (Icbm) in grado di colpire gli Stati Uniti, e se continuasse così non ci sarà molto da aspettare.
L’esaltazione e l’orgoglio di un paese da una parte, la rabbia e la paura di tutto il mondo dall’altra. Ma mentre Kim Jon-un continua a lanciare missili con la felicità di un bambino che osserva volare il proprio aereo di carta, gli altri bambini non rimangono di certo a guardare. Il primo bambino è Trump che, sulla sua piattaforma preferita, ha twettato «La Corea del Nord ha mostrato grande mancanza di rispetto per il suo vicino, la Cina, sparando ancora un altro missile balistico».
Anche il bambino giapponese Shinzo Abe si è fatto sentire, appellandosi al recente esito del G7 che ha ricordato come la Corea del Nord sia una minaccia sempre più grave per la pace e la sicurezza mondiale. A preoccupare il bambino dagli occhi a mandorla non è però il presente quanto il futuro: se la Corea utilizzasse una versione più potente dello Scud attuale, ovvero lo Scud ER estende range, sarebbe in grado di percorrere il doppio della distanza e potrebbe eventualmente colpire il Giappone.
L’altro dagli occhi a mandorla, stavolta sudcoreano, Moon Jae-In, ha invece convocato una riunione d’urgenza del consiglio nazionale per la sicurezza al fine di valutare la situazione. È il terzo lancio da quando il nuovo presidente della Corea del Sud è entrato in carica il 10 maggio.
Chissà se il gioco finirà con qualche vincitore o se, alla fine, ne usciranno tutti perdenti.

Francesco Pieri