Il 6 marzo si celebra la Giornata europea dei Giusti

Il 6 marzo si celebra la Giornata europea dei Giusti, una festività proclamata nel 2012 dal Parlamento europeo per commemorare coloro che si sono opposti ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi.
E’ stato scelto il 6 marzo perché in questo giorno ricorre l’anniversario della morte di Moshe Bejski, colui che ha fondato il Giardino dei Giusti di Gerusalemme per rendere omaggio a coloro che hanno aiutato gli ebrei durante l’Olocausto.
L’italia c’entra molto con questa giornata: Umberto Eco, Dario Fo e molti altri si sono battuti molto per far approvare la richiesta dal Consiglio d’Europa, considerando quanto il ricordo del bene sia fondamentale nel processo dell’integrazione europea perché insegna alle generazioni più giovani che chiunque può decidere di aiutare gli altri, a prescindere dal pensiero dominante. La memoria del bene, per loro, è un potente strumento educativo e serve a prevenire genocidi e crimini contro l’umanità, tentando di diffondere i Giardini dei Giusti in tutto il mondo. Questi giardini sono spazi pubblici dove vengono organizzate iniziative con le scuole, le istituzioni, con le associazioni del territorio per mantenere vivi gli esempi dei Giusti. A Milano, nel giardino nato nel 2003 nel parco del Monte Stella, oggi è stato ricordato Lassana Bathily, il ragazzo originario del Mali che ha salvato i clienti ebrei durante l’attacco al supermercato Kasher.
In occasione di questa giornata la Casa della Memoria e della Storia” ha presentato la prima nazionale del film che racconta la storia di Irena Sendler, l’infermiera polacca che ha salvato più di 2500 bambini ebrei chiusi nel ghetto di Varsavia. Alla prima ha partecipato anche Anna Foa, membro del comitato scientifico di Gariwo, acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide, organizzazione che svolge la sua attività a livello internazionale con lo scopo di accrescere la conoscenza delle figure e delle storie dei Giusti.
La giustizia è un’utopia da conservare, come la felicità. Non esiste, ma ci si spera sempre un po’.
“Ricordare” deriva dal latino e significa “ritornare al cuore”. Forse avevano ragione gli antichi a pensare che la memoria risiedesse nel cuore. E’ in giornate come queste che batte un po’ più forte. Per chi il proprio cuore lo ha donato a chi aveva il suo spezzato, per chi ha regalato un motivo a chi aveva perso di vista la meta, per chi ha creato la pace lì dove c’era solo paura, per tutti quelli che pensano differente va il ricordo di questa giornata.
Non sempre è la legge a definire cosa è giusto o sbagliato. Quando lo Stato impone la propria assurdità, i cittadini non dovrebbero mai dimenticare che essere uomini significa saper scegliere e che prima della volontà dello Stato viene la propria unica, sincera, assurda volontà.

Francesco Pieri