Libia, è Giuseppe Perrone il nuovo ambasciatore italiano

Sarà Giuseppe Perrone il nuovo ambasciatore italiano in Libia. Questa mattina il Ministro degli Interni Marco Minniti ha ratificato un accordo con il governo libico, rappresentato dal Ministro degli Esteri M. Siyala, e dal Presidente della Libia Fayez Serraj. Giuseppe Perrone nei prossimi giorni presenterà le sue credenziali ufficialmente al governo libico, per completare le procedure che lo attesteranno ufficialmente ambasciatore italiano in Libia.

Una mossa molto rischiosa ma allo stesso tempo di grande impatto quella del governo italiano che, attraverso questa intesa, mira a trovare una cooperazione tra i due governi su due punti caldi come terrorismo ed immigrazione.

“L’ambasciata italiana – ha dichiarato il Presidente Serraj – riprenderà a rilasciare i visti e a facilitare i contatti tra i due popoli al più presto”, a conferma del fatto come tra i due Stati ci sia piena sintonia e voglia di cooperazione.

“Innanzitutto l’Italia si impegna sulla sicurezza della Libia, e non è solo la sicurezza dal terrorismo e dalla criminalità: vogliamo contribuire a rafforzare la sicurezza economica e sociale del paese. In questa parte del Mediterraneo si gioca una partita fondamentale: nel momento in cui il Daesh è sulla difensiva in Iraq e Siria noi dobbiamo costruire da questa parte del Mediterraneo le condizioni per cui non ci possa essere un ritorno di terroristi, di foreign fighters verso i nostri territori. La cooperazione fra i nostri paesi è già molto positiva, da Ministro dell’Interno prendo l’impegno perché sia rafforzata, provvederemo con mezzi e formazione. Italia e Libia firmeranno presto un Memorandum of Understanding che consenta ai due paesi di combattere questi traffici, l’obiettivo è operare a 360 gradi, a partire dalla messa in sicurezza dei confini libici, innanzitutto nel Sud”. Queste le parole del ministro italiano in conferenza stampa. Minniti ha voluto partecipare personalmente a questo accordo, nonostante non ci siano ancora le condizioni di sicurezza per una visita programmata.

Come precedentemente detto, il Viminale punta a risolvere due problemi atavici come l’immigrazione e le organizzazioni che sfruttano i migranti. La Libia è la terra privilegiata da dove partire per arrivare in Italia, sia da un punto di vista geografico che da un punto di vista logistico, vista la situazione di forte incertezza in diverse zone del paese africano. Difatti circa il 90% dei migranti che arrivano nelle coste italiane proviene da territori libici. Minniti si era espresso pochi giorni fa in maniera negativa sul flusso incontrollato, definendo questa situazione a forte rischio democratico. L’Italia punta a controllare maggiormente la corrente migratoria, con un uomo stabile sul campo.

In questo accordo l’Italia ha anche ribadito il suo appoggio totale alle forza governative ed alla Libia stessa per la lotta al terrorismo. Il paese africano ha ancora bisogno di molto aiuto poiché Serraj riesce ad avere il controllo sulla nazione grazie ad accordi stipulati con capi tribù, nei luoghi più lontani dalle metropoli. Ecco perché l’Italia ha voluto dare un segno chiaro e netto, non solo con il riapertura dell’ambasciata, ma con la presenza fisica del proprio Ministro degli Interni.