Autobomba a Smirne, continua il terrore in Turchia

A cinque giorni dall’attentato di Capodanno, la Turchia viene nuovamente colpita dalla violenza del terrorismo.
Il 5 gennaio, due autobombe sono state detonate davanti al tribunale di Smirne, in corrispondenza dell’ingresso riservato a giudici e procuratori. Le vittime dell’attentato ammonterebbero a quattro, di cui un ufficiale di polizia ed un dipendente del tribunale, oltre ai due terroristi. Tra gli undici feriti, invece, molti risultano essere civili.
Il governatore di Izmir, Erol Ayyildiz, riporta che le forze dell’ordine sono alla ricerca di un terzo attentatore e che, al momento della strage, i ribelli erano muniti di otto bombe a mano e Kalashnikov, successivamente sequestrati dalla polizia. Non ancora sicura è la matrice dell’attacco, che si presume essere originato dagli estremisti curdi del Pkk, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan.
Le notizie ufficiali sull’attentato sono ancora poche e ben controllate, in quanto le autorità locali hanno imposto ai media una censura temporanea.
“Non sono riusciti a distruggere la nostra unità e non ci riusciranno” dichiara intanto il presidente turco Erdogan, sostenendo che la Turchia, sebbene sotto attacco, non sarà messa in ginocchio da nessuno.