“Vintage” è la parola d’ordine di questi ultimi anni

Se un futuro supertecnologico ci spaventa basta un attimo per tornare indietro nel tempo. Vintage non è solo una moda, ma uno stile di vita

 

Pantaloni a zampa, vespa, auto d’epoca, musica anni 60, arredi, cinema, le grandi rivoluzioni. L’interesse per il passato diventa il must di questi anni. Questa tendenza, che in tempi di crisi nasce dalla necessità di riutilizzare vecchi oggetti, si carica di un significato ben più profondo. Mai il mondo ha corso così veloce come negli ultimi quarant’ anni. Viviamo in un’epoca in cui design e tecnologia ogni giorno si reinventano. Possiamo comandare le luci delle nostre case con uno smartphone e accedere a qualsiasi tipo di conoscenza con un clic. Eppure manifestiamo un interesse smisurato verso un mondo che non ci appartiene.

Come quando un uomo ricorda solo i momenti belli di un vecchio amore, così noi enfatizziamo gli anni ’50, ’60 e ’70. Nelle case riprendono vita vecchi arredi e oggetti simbolo, in grado di avvicinarci alle nostre radici e ad una realtà così affascinante. Riprendiamo dalla cantina divani, tavoli, cassettiere, che prima avremmo detto essere “vecchi” o “antiquati”. Mercati dell’usato prendono piede nelle città e conquistano non solo i nostalgici, ma anche i più giovani. Basta aprire l’armadio del nonno per essere alla moda. Eventi a tema spopolano in tutti i locali. Le grandi icone della musica sugli iPod di tutti i giovani continuano a far cantare e il remix dei vecchi successi nelle discoteche a far ballare. Oltre a delle espressioni più superficiali, questo fenomeno si può ricollegare ad una matrice ideologica, culturale e storica. Le contestazioni giovanili nei confronti della società del benessere, il rifiuto delle convenzioni, la fuga da una società sempre più industrializzata fanno breccia nei nostri cuori. Le comunità hippies a cui si collegano le pratiche religiose orientali, consumo di droghe leggere e la creazione di un mondo alternativo, diverso, suscitano in noi curiosità e  voglia di emulazione. In un momento storico in cui il divario tra politica e cittadini si percepisce sempre  più, pensare alle grandi mobilitazioni dei neri, alle rivendicazioni delle suffragette e ai moti del ’68, suscita una grande ammirazione e un senso di nostalgia. Un’evoluzione sfrenata che non sempre corre di pari passo con le coscienze e gli stili di vita delle persone.

 

Credit: Valeria Comerci